giovedì 10 aprile 2014

La tavola imbandita di Baratti. Poi si apparecchia Rimigliano



Somme a disposizione per il primo intervento di Baratti (salsiccioni sbudellati dal mare e altri sfortunati tentativi vari ed eventuali in corso) € 1.563.952, dei quali 1.142.869 + 25.000 per lavori (chiamiamoli così) veri e propri e circa € 400.000 per antipasti, primi, secondi, contorni, frutta, dessert e caffé. (il 35% una follia)
Ecco perché l'inutile, dannoso, assurdo  e demenziale intervento di Rimigliano (€. 774.000), deve essere fatto a tutti i costi. Fatte le debite proporzioni (circa 50%) i lavori assorbiranno poco più di 500.000 euro, per tutti gli altri "oneri" ci vorranno circa 200.000 euro, in parte già spesi.
Però, nonostante la volontà ferrea della Provincia di andare avanti, sono un po' in crisi. Qualcuno ha sentito puzzo di bruciato e sta tentando di uscirne. Sanno bene che la Sterpaia e Baratti erano in condizioni talmente disastrose, da giustificare (quantomeno in parte) quasi ogni follia, quasi ogni fallimento e quasi ogni spesa fuori controllo.
Sanno altrettanto bene che quando cominceranno la distruzione folle, inutile e criminale della intatta spiaggia di Rimigliano, succederà un pandemonio tale che qualche autorità, anche giudiziaria, sarà praticamente obbligata a chiedere conto di una tale devastazione di bellezze naturali, sia alla Provincia che l'ha promossa, sia alla Soprintendenza di Pisa che l'ha autorizzata.
E allora qualcuno sta tentando di sfilarsi e l'esecuzione del progetto, già approvato definitivamente dal novembre 2011, continua a slittare. Attualmente la partenza dei lavori è prevista per ottobre prossimo.
Che ci provino. Sappiano che troveranno delle belle sorpresine ..... Belle, belle.





giovedì 6 febbraio 2014

Autostrada Rosignano Grosseto - Il grande inganno, riassunto in pochi e semplici dati.

I dati della truffa, riassunti e schematizzati anche per chi non ha voglia e tempo di leggersi le lunghe relazioni sull'argomento.
I vantaggi (pochissimi), gli svantaggi (enormi) e le bugie e falsità inventate dalla SAT e sempre ripetute dalla Regione e dai Comuni.
E' ora che i cittadini, finora disinformati e disattenti, scendano in campo per sventare una enorme truffa ai loro danni, che rischia di provocare loro danni economici gravissimi, e di affondare definitivamente l'economia di una parte importante della Toscana.


E poi forse la conseguenza peggiore:
Visto che le complanari (complicate e carissime) per saltare i paesi, la SAT ha già detto che non le farà più perché ormai fuori budget...
Migliaia di auto e camion di gente che non vuole, o non può pagare il pedaggio più caro di Europa, si riverserebbe sulle strade dei paesi (Cecina, Donoratico, San Vincenzo, Venturina e molti altri), dove la vecchia Aurelia ormai non esiste più. Con conseguenze drammatiche e insopportabili sia per la sicurezza che per la vivibilità.
E tutto questo senza che (fra Rosignano e Grosseto) ci sia alcuna reale necessità di intervenire. (Se non gli interessi della SAT di Bargone)

La Variante Aurelia ha bisogno UNICAMENTE che vengano riprese le opere di manutenzione e riasfaltatura, che la chimera della maledetta autostrada ha fatto interrompere ormai da molti anni. Questo e non altro.
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Vedi anche:
Il grande inganno della Rosignano-Grosseto. Le menzogne, i conti truccati, le complicità, i cittadini derubati e strozzati, i paesi risommersi dal traffico.



mercoledì 29 gennaio 2014

Ecco come diventerà fra pochissimo anche la spiaggia di Rimigliano - Vi piace?

Questi sono SOLO ALCUNI degli interventi che verranno eseguiti fra poco su tutti i sei chilometri di SPIAGGIA di Rimigliano.
Gli interventi illustrati dalle fotografie che seguono (foto di questi giorni, tratte dal gruppo facebook  "San Vincenzo in laboratorio, proposte e suggerimenti") sono stati eseguiti dagli stessi progettisti di Rimigliano (società Nemo), sulla spiaggia della STERPAIA, a sud di Piombino
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1) Per la Sterpaia questi interventi, pur rendendo la spiaggia difficilmente praticabile, sono forse indispensabili, dal momento che si tratta di un litorale quasi distrutto, con arenile cortissimo, privo di duna e di vegetazione, con le onde che, durante le mareggiate, penetrano abbondantemente nel bosco moribondo retrostante.
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2) Per Rimigliano, renderanno la spiaggia ugualmente impraticabile ai bagnanti, ma saranno del tutto INUTILI, vista la lunghezza tripla dell'arenile, il dislivello medio di due metri fra il livello del mare e il piede della duna, e la presenza di una duna ben formata e con vegetazione diffusa.
(sulla palese inutilità di intervenire a Rimigliano vedi QUI)
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3) A Rimigliano le opere devastanti di queste foto, a cui si aggiungeranno anche altre, non previste alla Sterpaia, come le trincee di due metri di profondità, scavate sulla spiaggia e riempite con salsiccioni di geotessuto pieni di ramaglie, serviranno ad un unico ed esclusivo scopo: spendere ad ogni costo, con precisione, da parte della PROVINCIA di LIVORNO, con l' assenso ossequiente del COMUNE di SAN VINCENZO, tutti i 770.000 euro incautamente elargiti dieci anni fa dalla Regione Toscana e che rischiavano di dover essere restituiti.
La spiaggia risulterà semi impraticabile con quasi tutti i sentieri di accesso sbarrati, la duna e la macchia recintati e sbarrati da cumuli invalicabili e solo con la parte anteriore della spiaggia, vicina al mare, ancora usufruibile.
In caso di mare mosso o di mareggiate. La spiaggia sarà interdetta e pericolosissima per chi ci si avventurasse. Infatti, in caso di improvvisa onda lunga, non ci sarebbe via di scampo, e si verrebbe sbattuti sui tronchi appuntiti e sui pali di recinzione.
Se l'enorme massa di ramaglie secche infiammabili, accumulate in vicinanza della vegetazione, dovessero prendere fuoco per il gesto di qualche amante dei falò sulla spiaggia, o di qualche piromane, andrebbero rapidamente in fumo in pochi minuti non solo opere costate centinaia di migliaia di euro, ma, in caso di contemporaneo ponente o libeccio, potrebbe andare in fumo l'intero Parco di Rimigliano a mare.
Nella Relazione di progetto, questa eventualità (probabilissima, quasi certa) non è stata nemmeno presa in considerazione. Non ci hanno proprio pensato. O forse si è creduto meglio sorvolare per non rischiare uno stop da parte di qualcuno con la testa sulle spalle.
Ma è mai possibile correre un rischio così tragico, devastante e irrimediabile? Oltretutto correrlo per nulla; solo per far girare quattro soldi?



Anche il bosco retrostante sarà devastato con tagli intensivi per ricavare i tronchi e ramaglie necessarie per i cumuli sulla spiaggia.
I sentieri interni saranno allargati e calpestati per passare con le ruspe e i carrelli di legame diretti a alla spiaggia.
L'ambiente selvaggio e quasi intatto di Rimigliano a mare (spiaggia, duna, sentieri, macchia mediterranea e bosco) diventerà una schifezza artificiale, ostile, pericolosa,  privata di tutti i suoi attuali pregi, pressoché UNICI.
La meravigliosa spiaggia, selvaggia e intatta, di Rimigliano è una delle meraviglie naturali più conosciute d'Europa, anche grazie alla sua incredibilmente facile accessibilità, sconosciuta a tutti gli altri più bei siti naturalistici. 
La sua rovina estetica e la sua provocata inaccessibilità, inutile e assurda, sarà uno scandalo senza precedenti. Ma una volta fatti i lavori, tutto sarà irrimediabile.




Per ultima cosa.
Questi sei chilometri di cataste, stecconate, recinzioni, pali, cartelli di avviso e di divieto, sbarramenti dei sentieri, gabbionate, recinti e quant'altro, saranno ben presto danneggiate dal mare e dal vento, in parte distrutte, e anche vandalizzate da qualche ingabbiato. 
Le ramaglie e i tronchi vari si spargeranno dovunque; e con lo scirocco arriveranno anche in paese. 
Il Comune, a meno di non lasciar andare tutto allo scatafascio,  si troverà a dover sostenere opere di manutenzione continua di queste opere pazzesche, (soggette a rapidissimo degrado) nel parco, sulla spiaggia, nei sentieri e sulle recinzioni, manutenzioni che sono state stimate nell'ordine di oltre 100 mila euro l'anno, a fronte dei costi attuali prossimi allo zero.
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E tutto questo disastro per cosa? 
Solo esclusivamente per l'avidità e stupidità di pochi e la dabbenaggine e l'inerzia di tanti.
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Per chi non ci crede: precedenti Post con tutti i dati dell'intervento approvato dalla Provincia.
http://san-vincenzo-livorno.blogspot.it/2009/04/non-si-sa-come-spendere-77468535-euro.html

Questa è la zona, seicento metri a sud della foce del Botro a Marmi, dove è previsto il doppio intervento (scavo di trincee con interramento di salsiccioni in geotessile, cordone di legname sciolto ai piedi della duna e recinzione su megapali antivandalismo, in mezzo alla spiaggia)
Solo follia, o atto criminale? 

martedì 31 dicembre 2013

Le promesse tradite del Nuovo Piano Strutturale

Diceva l’assessore BANDINI (il Tirreno del 10 novembre 2013)
LA SCELTA DEL PIANO È INDIRIZZATA SOLO VERSO IL RECUPERO E LA RIQUALIFICAZIONE INSEDIATIVA.
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Diceva l’architetto GIOMMONI (premessa al Piano Strutturale)
BASTA ESPANSIONE. SOLO RICOMPATTAZIONE DEL GIÀ EDIFICATO.
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Diceva il sindaco BIAGI (solenne promessa elettorale del 21/4/2009 alla Fontana)
“NON SARANNO MAI PIÙ PERMESSE NUOVE COSTRUZIONI LUNGO LA FASCIA COSTIERA”
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Evidentemente hanno cambiato idea.
Ecco solo un piccolo esempio di ALCUNI TERRENI che il Piano Strutturale (appena reso pubblico) prevede facciano parte della “CITTÀ” e DOVE SI POTRÀ COSTRUIRE. 
Quanta roba costruire, lo dirà il Regolamento Urbanistico, ma ormai non potranno più restare inedificati. Altrimenti verrebbero sacrificate le “ legittime aspettative della proprietà”.
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Non era questo che avevano chiesto i cittadini nel cosiddetto “percorso partecipato”. Chiamo a testimone la garante Pietrelli.

CAMPI A SUD DEGLI IMPIANTI SPORTIVI e
il BOSCO COSTIERO A SUD DI RIVA DEGLI ETRUSCHI,
che diventano EDIFICABILI ?  perché?

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Il Giallino delle piante corrisponde all’ UTOE 1. SUB 1. Della CITTA’ di San Vincenzo.
Cosa e quanto ci verrà costruito lo preciserà il Regolamento Urbanistico, ma, a occhio, in quei terreni ci dovrà venire qualcosa dei 6.500 mq. di Edilizia residenziale privata e dei 4000 mq. di edilizia Turistico Ricettiva che il PS già prevede.
Era questo che era stato promesso da BBG ? 
Era questo che era richiesto nel percorso partecipato ? No. Proprio tutto il contrario.
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Estratto del PS per il colore giallino ...................................
ART . 68 LE UNITÀ TERRITORIALI ORGANICHE ELEMENTARI (UTOE) .
Il PS individua le seguenti UTOE, a loro volta, articolate in sub-UTOE:
- L’UTOE 1 della città;
- L’UTOE 2 delle aree periurbane.
L’UTOE 1 della città è suddivisa nelle seguenti sub-UTOE:
- SUB-UTOE 1.1 DELLA CITTÀ, SAN VINCENZO; ***(giallino)
- Sub-UTOE 1.2 della città, San Carlo.
Il dimensionamento.
In ragione dello stato delle risorse ambientali, del loro uso disciplinato e della loro riproducibilità, nonché del mantenimento in efficienza dei servizi di erogazione pubblica, nell’UTOE 1.1 è ammesso il seguente dimensionamento di progetto:
DESTINAZIONE RESIDENZIALE.
SUL mq 12.000 Ristrutturazione urbanistica e riqualificazione urbana.
SUL mq 9.800 Nuova costruzione.
dei quali:
- SUL MQ 6.500 EDILIZIA PRIVATA;
- SUL mq 3.300 Edilizia residenziale pubblica e sociale.
Totale SUL per destinazione residenziale mq 21.800
DESTINAZIONE TURISTICO RICETTIVA.
SUL mq 1.000 Ampliamento strutture turistiche esistenti.
SUL MQ 4.000 NUOVA COSTRUZIONE. 
Totale SUL per destinazione turistico ricettiva mq 5.000














San Vincenzo



domenica 24 novembre 2013

Miracolo a Rimigliano !


"... A seguito di confronto con le autorità competenti …"
La disastrosa situazione idrologica di Rimigliano si è improvvisamente risolta.
Il malato è guarito spontaneamente.
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Due anni fa …….. 2011
Regolamento Urbanistico per la Tenuta di Rimigliano
Studio idrologico idraulico (ingg. Lenza e Dal Canto) allegato alla variante
Conclusioni………………(vedi qui, pagg. 27,28,29)
* La situazione idrologica di Rimigliano (canali di Rimigliano centrale e orientale e Fossa Calda) è disastrosa.
* Il sistema non è in grado di far defluire portate di piena anche modeste.
* Rinforzare la stazione di pompaggio sarebbe del tutto inutile.
* E’ indispensabile una nuova stazione di pompaggio con condotta forzata o canale soprelevato sulla Principessa che bypassi l’attuale foce e recapiti direttamente in mare.
In soldoni.
Roba da centinaia di migliaia di euro, espropri e permessi paesaggistici a non finire.
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Oggi…….. 2013
Nuovo PIANO STRUTTURALE
Studio idrologico-idraulico (ing. Lenza) allegato al Piano Strutturale
Conclusioni………………………………….
“A seguito di approfondimenti e di confronto con le Autorità competenti ……” è emerso che:
* Basterà ripulire i fossi e i canali
* Predisporre una modesta area di laminazione (tanto modesta che non si sta neanche  a quantificarne la capienza) vicino a via del Lago.
* Rinforzare un po’ la stazione di pompaggio esistente (ma così poco che non si sta neppure a quantificare questo rinforzo).
In soldoni.  (Quanto prescritto nel 2011 viene integralmente rimangiato)
In pratica non occorre far nulla o quasi.
(e infatti i lavori di costruzione stanno partendo senza che nessuna opera di mitigazione del rischio idraulico sia stata fatta)
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Questo “confronto con le autorità competenti” deve essere stato divertente. Avrei voluto assistervi. Mi sa che sono volate le sedie.
Comunque grazie a questo “confronto” il malato è improvvisamente guarito.
Ora possiamo stare tranquilli e più che altro possono stare tranquilli quelli che a Rimigliano andranno ad abitarci. Meglio così. Tutto è bene quello che finisce bene.
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Cosa si prevedeva quando la situazione idrologica era ancora pericolosa (prima del miracolo)

2011 
Studio idrologico idraulico (ingg. Lenza e Dal Canto) allegato alla variante  al RU per Rimigliano approvata il 3/10/2011, emerge quanto segue con le seguenti PROPOSTE di INTERVENTO:

1)  i corsi d’acqua (della tenuta di Rimigliano) non sono globalmente in grado di far defluire le portate di piena anche per bassi tempi di ritorni.

2) La Fossa Calda presenta incapacità di deflusso nel tratto a monte della congiunzione con il Rio Santa Barbara

3) Il Canale di Rimigliano Centrale è totalmente incapace di far defluire le portate di piena a causa della limitata capacità di sollevamento dell’impianto idrovoro e alle pendenze di fondo praticamente assenti

4) Il Canale di Rimigliano Orientale è anch’esso interessato da importanti esondazioni, specialmente nel tratto dall’ immissione con la Fossa Calda alla linea ferroviaria

5) La zona in prossimità della foce risulta il punto nevralgico per l’efficienza di deflusso della rete, gli elevati livelli del mare raggiunti durante le mareggiante infatti impediscono il corretto smaltimento delle acque e i livelli liquidi nei canali sono notevolemente rigurgitati. Tale effetto si avverte non soltanto nel più depresso Canale di Rimigliano Centrale, ma anche nel Canale di Rimigliano Orientale.

6) Potenziare la stazione di sollevamento “La Torraccia” sul Canale di Rimigliano Centrale non porterebbe a nessun vantaggio concreto

7) La proposta che viene fatta è di realizzare una nuova stazione di sollevamento che serva sia il Canale di Rimigliano Centrale che il Canale di Rimigliano Orientale, ma che possa recapitare direttamente in mare attraverso una condotta forzata o un canale sopraelevato

8) Per il Canale di Rimigliano Centrale la nuova stazione di sollevamento dovrà funzionare senza interruzione in quanto lo smaltimento delle sue portate può avvenire solamente per scolo meccanico.

9) La condotta forzata o il canale sopraelevato bypasserà tutto il sistema della foce per scaricare direttamente in mare dopo aver attraversato Viale della Principessa.
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2013
PIANO STRUTTURALE
Studio idrologico-idraulico di supporto al Piano Strutturale del Comune di San Vincenzo

GRUPPO DI LAVORO ESTERNO
dott.arch. Stefano Giommoni Progettista coordinatore
dott.for. Stefano Bologna – Quercus s.a.s. Indagini agronomiche e forestali
dott.ing. Massimo Ferrini – Tages s. coop. Indagini sulla mobilità
dott.for. Fausto Grandi – Quercus s.a.s. Indagini agronomiche e forestali
dott.ing. Nicola Lenza – Ingeco s.r.l. Indagini idrauliche
dott.geol. Maurizio Sileoni Indagini geologiche
Ldp progetti gis s.r.l. - Luca Gentili S.I.T. e informatizzazione
dott.ing. Renato Butta - Sintesis s.r.l. - Valutazione integrata e strategica
dott. Serena Butta – Sintesis s.r.l. Valutazione integrata e strategica
dott.ing. Claudia Casini – Sintesis s.r.l. Valutazione integrata e strategica
Sociolab s.r.l. Processo partecipativo
avv. Luisa Gracili – Studio Gracili Ass.to Revisione giuridica e legale
avv. Piera Tonelli – Studio Gracili Ass.to Revisione giuridica e legale

A – QUADRO CONOSCITIVO
ELABORATO  RAB
STUDIO IDROLOGICO IDRAULICO (ing. Lanza)
Studio idrologico-idraulico di supporto al Piano Strutturale del Comune di San Vincenzo
8. PROPOSTE D’INTERVENTO

RIMIGLIANO CENTRALE/ORIENTALE - FOSSA CALDA - CANALE ALLACCIANTE

A seguito di approfondimenti rispetto ai precedenti studi effettuati e di confronti con le Autorità competenti in materia di difesa idraulica, le proposte di intervento per ridurre le criticità riscontrate sono le seguenti:

1) Manutenzione straordinaria del reticolo minore nella zona del Podere Fossa Calda, Podere di Rimigliano e Podere Sveva Manfredi per allontanare dalle zone edificate e/o di futura edificazione le acque di esondazione. Realizzazione di sistemazioni agrarie tali da: evitare fenomeni erosivi, consentire l’assorbimento della maggiore quantità di acqua possibile, aumentare i tempi di corrivazione verso i ricettori finali

2) Potenziamento dell’impianto idrovoro al fine di migliorare lo smaltimento nella zona terminale della foce, Tale sistema correttamente dimensionato produce benefici per il tratto di corso d’acqua a valle della stazione di sollevamento, ma comporta vantaggi a tutta la rete a monte in quanto sarà meno condizionata dai livelli del mare e quindi più libera di defluire. Ulteriori vantaggi si avranno anche per il Canale Allacciante che durante il funzionamento dell’impianto idrovoro, smaltirà più agevolmente i deflussi in mare trovando una foce meno impegnata dal punto di vista idraulico.

3) Calibrazione delle sezioni del canale Orientale di Rimigliano dalla zona Podere Rimigliano fino all’altezza del Podere Contessa Lea. Tali interventi sono mirati a ridurre i fenomeni di sversamento delle acque alte provenienti dal canale di Rimigliano verso il sistema delle acque basse

4) Realizzazione di aree di laminazione controllata a monte della Linea Ferroviaria in prossimità dell’incrocio con via del Lago. La realizzazione delle aree di laminazione consentirebbe una importante riduzione delle portate transitanti parallelamente al rilevato ferroviario e attraverso i sottopassi, apportando un beneficio generalizzato a tutto il sistema delle acque basse.

sabato 23 novembre 2013

Rimigliano - Storia di uno straordinario Fallimento



Una storia dove ci sono solamente sconfitti.
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1) Gli imprenditori, che hanno acquistato la tenuta ad un prezzo spropositato, indotti a questo dalle chimere urbanistiche fatte balenare da un Comune incompetente incolto e inadeguato, e che in seguito, tentando di realizzare quelle chimere, hanno perso l’attimo fuggente.
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2) GLI AMMINISTRATORI e  I DIRIGENTI DEL COMUNE che nella vicenda hanno perso ogni credibilità, dimostrandosi inadeguati a partorire previsioni urbanistiche appropriate e incapaci di gestirne i procedimenti attuativi.
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3) I PROGETTISTI che nella vicenda hanno perduto attendibilità, credibilità, stima e reputazione professionale, perdite tuttavia, nel loro caso, compensate dalla riscossione delle sontuose parcelle generosamente elargite (fuori mercato e senza gara) dal Comune.
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E i più sconfitti di tutti:
4) I CITTADINI DI SAN VINCENZO che non solo hanno visto sprecata una preziosa ricchezza naturale che avrebbe potuto diventare una grande fonte di sviluppo, anziché di speculazione, e  che, di conseguenza, vedono ora in gravissimo pericolo l’altra ancor più preziosa ricchezza del paese: Rimigliano a mare.

E tutto questo fallimento l’hanno anche dovuto inspiegabilmente pagare di tasca propria con circa 600.000 euro.
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domenica 7 luglio 2013

La Vergogna del Podere Tuscania


L'indicazione beffarda del parcheggio ormai irraggiungibile e la catena, abusiva, irregolare e pericolosa. Invisibile all'imbrunire e di notte. Qualcuno, prima o poi ci si farà anche male. Di peggio si poteva fare? No, impossibile.
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Il Podere Tuscania è chiuso    (Tirreno del 23/6/2013)
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e tale rimarrà per due o tre anni  in attesa di essere rilevato dalla Rimigliano srl per farne la dependence a mare dell’albergo e delle villette che sorgeranno nella tenuta.
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La sbarra elettrica che era stata installata, e che, secondo il presidente dell'Ente Parchi: Sbrilli, veniva alzata a semplice richiesta, per permettere l’ingresso ai mezzi  dei disabili, i quali potevano, sia pure con grande difficoltà, usufruire del parcheggio a servizio del percorso accessibile che da tale parcheggio arriva fino al mare, è stata smontata.
Ma anziché ripristinare l'accesso pubblico al parcheggio,  al posto della sbarra apribile è stata installata una CATENA FISSA.
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Il Parcheggio del Tuscania,  è tuttora segnalato sul sito internet e su tutti i tabelloni a colori dell’Ente parchi come unico parcheggio riservato ai portatori di handicap e destinato a servizio dell’unico percorso attrezzato per l’accesso al mare dei disabili. (Accesso e parcheggio n.8)
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I Tabelloni dell'Ente Parco dove il parcheggio del Tuscania (n.8) è indicato come l'unico riservato ai disabili essendo l'inizio del percorso accessibile per il mare
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Ora l’intero parcheggio ed il relativo percorso attrezzato di accesso al mare sono totalmente INACCESSIBILI ai disabili, e tali rimarranno per l’intera stagione estiva e poi a tempo indeterminato.
Il parcheggio n.8 riservato ai disabili ed ora TOTALMENTE e PERMANENTEMENTE INACCESSIBILE
Tutto questo perché ? Perché secondo la ridicola  motivazione illustrata nell'intervista del 2 luglio 2011 al "Tirreno", da Sbrilli, il parcheggio potrebbe essere usufruito dai famigerati “scambisti” dai quali appare ossessionato,
Luca Sbrilli
al punto da programmare anche il decespugliamento della macchia mediterranea di tutto il parco di Rimigliano per impedire l’infrattamento fra i cespugli  di tali individui che, sembrano costituire l' unico, vero problema dei Parchi della Val di Cornia.
In realtà la pervicace chiusura al pubblico del parcheggio del Tuscania attuata con determinazione a partire dall'estate 2011, ha lo scopo evidente di interromperne l'ultraventennale uso pubblico che potrebbe essere di ostacolo alla sua definitiva privatizzazione a favore dei clienti del grand'hotel di Rimigliano. Altro che scambisti!




sabato 29 giugno 2013

Chi firmerà il primo permesso edilizio di Rimigliano? - Il geom- Filippi ci stupirà nuovamente ?


geom Filippi : ....... Stupiscici ancora !



Finalmente, dopo l’ottenimento del permesso paesaggistico da parte di Soprintendenza e Commissione paesaggistica, ieri (28 giugno 2013) è stato presentato dalla Rimigliano srl la richiesta di rilascio del permesso di costruzione per la ristrutturazione e sostituzione edilizia da eseguire nel podere delle Chiusacce.

Vedremo quindi a breve come farà il dirigente dell'edilizia privata: Filippi ad attestare la correttezza della sostituzione di alcuni incertissimi volumi di non-fabbricati e di alcuni fabbricati di epoca incerta e privi di autorizzazione edilizia, con  solidissimi volumi di nuove villette di lusso.

Infatti l’art. 5 del Regolamento Urbanistico, definitivamente modificato in collaborazione con lo studio Gracili (determina n. 592 del 23.10.2012, per una spesa di € 7.078,50) ancorché pesantemente ed a carissimo prezzo, manomesso, presenta tuttavia ancora almeno 3 ostacoli di non poco conto che comportano grossissimi rischi per chi li vorrà saltare con troppa disinvoltura.
Infatti anche secondo il nuovo art. 5 (riportato in calce), sono recuperabili a Rimigliano, solo e unicamente:
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1) "Edifici"
2) Realizzati anteriormente al 1.9.1967 (dietro dimostrazione di atti e documenti)
3) Non successivamente modificati rispetto allo stato originario ante 1967 (dietro dimostrazione di atti e documenti)
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Quindi
1) Bisogna che qualcuno dimostri che una fagianaia od una concimaia è un  “edificio(non un manufatto, ma un "edificio")
2) Ci devono essere documenti e atti (non chiacchiere o testimonianze) che dimostrino l’esistenza prima del 1967
3) Ci devono essere documenti e atti (ambedue, sia documenti, sia  atti) che dimostrino qual’era l’esatta consistenza dell’edificio prima del 1967 e che tale esatta consistenza corrisponde alla consistenza attuale.
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Facile ?..... Mica tanto !
1) "Edifici" ..... non semplici manufatti, ma veri e propri edifici (in nota 1 - vedi significato). Forse il vocabolo non è particolarmente felice per poterlo applicare a una fagianaia, vero? Sarebbe un'interpretazione della norma errata e tendenziosa. 
2) "Dimostrazione da ulteriori atti e documenti"
Debbono esistere non solo documenti, ma anche veri e propri "atti"  (cioé: scritture che producono effetti giuridici, documenti con valore legale) che dimostrino l'esistenza prima del 1967. Certo che quella "e" è proprio fastidiosa. A pensarci era meglio una "o", ma ormai .....
vediamo quali "atti" salteranno fuori. Ma se non saltano fuori, diventa dura...
3) Debbono esistere non solo "documenti", ma anche veri e propri "atti" che dimostrino che la consistenza prima del 1967 è identica a quella attuale. C'è un solo atto che può dimostrare questo, e cioè la planimetria catastale 1:200 presentata in Catasto prima del 1967 e conforme allo stato attuale. Mumble mumble ............ La vedo dura. E allora? che ci si può inventare?
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Ricordiamoci però che i voli pindarici interpretativi (estensivi o analogici) in materia di norme speciali (quali le norme urbanistiche)  non sono ammessi.
Quindi siamo tutti curiosissimi di vedere come andrà a finire.
Nel bilancio preventivo quanti fondi sono stati accantonati per le spese legali?
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Una cosa però è certa.
Finora le innumerevoli irregolarità e forzature che hanno costellato l'iter della variante di Rimigliano, non hanno ancora comportato alcuna conseguenza pratica, anche per i clamorosi ritardi provocati proprio dai pasticci comunali.
Ora, invece, con il rilascio del permesso di costruzione, gli effetti pratici di decisioni e interpretazioni sbagliate ci saranno e potranno essere pesanti, molto pesanti. 
Quindi, occhio alla penna.
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Qui sotto l'art. 5 del R.U. di San Vincenzo nella versione  Filippi quater - Gracili bis (definitiva e VIGENTE) 
variante approvata con delibera CC  n. 32/2013 del 6/5/2013 - (qui allegato alla delibera)
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Art. 5 - Validità norme regolamentari precedenti
Le norme del presente Regolamento Urbanistico prevalgono sulle norme di atti Comunali preesistenti in materia di edilizia e gestione del territorio.
“In caso di non corrispondenza, tra le norme del Regolamento Urbanistico e del Regolamento Edilizio prevale quanto prescritto dal Regolamento Urbanistico;” 
Per gli edifici esistenti nei Sistemi ambientali ed insediativi del territorio Comunale, realizzati prima del 1° settembre 1967, difformi dal progetto esistente agli atti comunali, la conformità urbanistica ed edilizia dei medesimi è attestata dal certificato di abilitabilità (ove questo dichiari la conformità al progetto approvato) e dall’accatastamento dello stesso conformemente allo stato attuale di data coeva con la realizzazione originaria,  purchè non siano intervenuti prima della data di approvazione delle presenti norme, provvedimenti per la riduzione in pristino della difformità.
“Nel caso di edifici esistenti, per le quali (nota 2) non sia presente agli atti nessuna pratica edilizia, l’ammissibilità degli interventi previsti per gli stessi, è subordinata alla dimostrazione che la loro realizzazione sia stata effettuata antecedentemente alla data del 13.09.1949 se all’interno del Sistema Insediativo o alla data del 01.09.1967 se al di fuori di esso, da ulteriori atti e documenti che attestino come lo stato attuale corrisponda a quello esistente alle date sopra indicate.” 
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Norma del R.U. di San Vincenzo modificata, come da estratto dell'allegato alla delibera di CC n. 32 del 6/5/2013
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Solo le modifiche  rosso-blu di cui sopra sono costate €. 7.078,50 
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Nota 1 - Definizione di EDIFICIO

DIZIONARIO DEVOTO-OLI
EDIFICIO
Costruzione architettonica perlopiù in muratura destinata a sede di attività umane o ad abitazione
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CIRCOLARE MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI 23 LUGLIO 1960, N.1820
DEFINIZIONI IN MATERIA DI COSTRUZIONI EDILIZIE
Come è noto, in materia di costruzioni edilizie mancano finora criteri generali ed ufficiali per la determinazione delle definizioni più sovente e largamente adoperate.
Attualmente nelle varie regioni italiane sono in uso criteri notevolmente diversi e tale diversità terminologica, dà frequentemente luogo a gravi malintesi, sia all'interno che nei rapporti con gli altri Stati.
Per ovviare a tali inconvenienti, in sede internazionale gli organi della commissione economica per l'Europa hanno già adottato un testo concernente le definizioni più ricorrenti nel settore delle costruzioni, ed al quale in Italia si richiama, in sostanza, l'istituto centrale di statistica per i suoi rilevamenti sull'edilizia.
Tenuto conto degli studi compiuti in sede internazionale e sentito il consiglio superiore dei lavori pubblici, sono state predisposte le unite norme relative alle principali definizioni che devono esser impiegate col significato loro conferito, nelle perizie, nei rilevamenti statistici, nella corrispondenza ed, in genere, in tutti gli atti comunque concernenti la materia delle costruzioni edilizie e che devono essere osservate da tutti gli uffici che operano nel settore dell'edilizia.
Le definizioni riguardano i concetti di fabbricato, di fabbricato residenziale, di appartamento, di vano, di stanza, di vano accessorio, di superficie, di volume, e precisano le più importanti fasi dei lavori nonché alcune categorie di attività edilizie.
Si impegna particolarmente la responsabilità dei funzionari perché curino la rigorosa esatta applicazione delle norme, delle quali d'altronde, non può sfuggire l'utilità che esse offrono ai fini della chiarezza terminologica e della univocità di interpretazione sia nell'ambito strettamente tecnico che in quello economico e fiscale.
PRINCIPALI DEFINIZIONI IN MATERIA DI
COSTRUZIONI EDILIZIE
A - DEFINIZIONE DI FABBRICATO E DI FABBRICATO RESIDENZIALE
Per fabbricato o EDIFICIO si intende qualsiasi costruzione coperta, isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata da altre costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di continuità, dalle fondamenta al tetto; che disponga di uno o più liberi accessi sulla via, e possa avere una o più scale autonome.

Per fabbricato o edificio residenziale si intende quel fabbricato urbano o rurale, destinato per la maggior parte (cioè il più della cubatura) ad uso di abitazione.
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Nota 2
Art. 5 - ..... Edifici esistenti, per le quali ......
L'errore analfabetico è significativo e deriva evidentemente da una precedente formulazione nella quale si era tentato di inserire il termine femminile di costruzione, giudicato più adatto ad essere applicato alle fagianaie in rete metallica. Infatti si potrebbe chiamare costruzione, anche una casetta giocattolo fatta con il LEGO.
Poi qualcuno deve avere fatto confusione ed il termine edificio è rientrato per errore.
Però ormai il termine è quello e significa, sì costruzione, ma coperta, e con fondamenta e tetto
Niente che possa essere apparentato ad una fagianaia in rete da polli, senza fondazioni, senza pareti e senza tetto.