lunedì 30 novembre 2015

Il Nuovo Piano Strutturale vieta anche un solo metro di nuova concessione balneare. Non solo a sud del Botro ai Marmi, ma ovunque.



PIANO STRUTTURALE approvato e vigente.
(comprensivo della inutile furbata, inserita all’ultimo secondo, del Botro ai Marmi):
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ART. 31- Il sub sistema ambientale della duna e della spiaggia.
OBIETTIVI del piano - Gli obiettivi strategici del PS per il sub-sistema ambientale Pds sono:
i) Il mantenimento del regime di libera fruizione della spiaggia e dell’arenile;
INDIRIZZI E PRESCRIZIONI per il Regolamento Urbanistico/Piano Operativo.
- L’arenile e la spiaggia dovranno rimanere ad uso pubblico, libero ed indifferenziato. Dovrà essere vietato il rilascio di nuove concessioni demaniali a Sud del Botro ai Marmi; 
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Allora, cosa significano in italiano classico queste norme? Non è difficile.
Il concetto che esce dalla norma è chiarissimo e ribadito per ben due volte (sia fra gli obbiettivi che fra le prescrizioni) con parole diverse, ma con significato identico e non equivocabile:
1) Deve essere MANTENUTO il regime di LIBERA FRUIZIONE della spiaggia e dell’arenile.
2) L’arenile e la spiaggia dovranno RIMANERE ad USO PUBBLICO, LIBERO ED INDIFFERENZIATO.
A quali spiagge si riferisce la norma? Ovviamente, in mancanza di esclusioni, a tutte quelle del Comune. Altrettando ovviamente a tutte quelle, alla data di approvazione del PS, ancora LIBERE. 
Infatti non si prescrive di rendere “ad uso pubblico libero e indifferenziato” anche quelle già in concessione, ma di “RIMANERE” e “MANTENERE” quelle attualmente ancora libere. Queste però sì, e TUTTE, senza alcun eccezione e senza alcun dubbio.
Ma la furbatina agostana del Botro ai Marmi che incidenza assume? Molto semplice: NESSUNA.
Infatti la norma:
* Prima stabilisce senza alcun possibile equivoco che tutte le spiagge del comune (salvo ovviamente quelle in concessione, già non più libere) dovranno essere MANTENUTE e RIMANERE libere, e quindi per inderogabile necessità ermeneutica e logica - TUTTE le spiagge libere esistenti da MANTENERE - non potranno ovviamente essere date in concessione rendendole, contro la norma, “non più libere”.
* Poi aggiunge che dovrà essere vietato il rilascio di nuove concessioni demaniali a Sud del Botro ai Marmi. 
Ma questa aggiunta è del tutto PLEONASTICA. Infatti la norma, in ben due punti, aveva già stabilito che su tutte le attuali spiagge libere di tutto il comune non si poteva rilasciare alcuna nuova Concessione (dovranno RIMANERE ad USO PUBBLICO, LIBERO ED INDIFFERENZIATO (a sud, a nord, a est e ad ovest)) e quindi ovviamente anche a sud del Botro ai Marmi.
Quindi quest’aggiunta è del tutto superflua, pleonastica e priva di alcun significato pratico. 
La cosa è del tutto evidente, ma il comune può sempre chiedere un parere legale allo studio Gracili che evidentemente, data la furia e il periodo agostano, non era stato su questa aggiunta interpellato.
Luisa, ma anche Piera non potranno che confermarvi la palese inutilità di quell’aggiunta.
Quindi, occhio, sia con ampliamenti delle concessioni esistenti che anche con la nuova concessione della dog beach. Sarebbero tutte illegittime e irregolari. Poi, fate vobis.

sabato 14 novembre 2015

Lago di Rimigliano redivivo



29 ottobre 2015
Guarda chi si rivede!
Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?











SCUOLE INNOVATIVE - Bando milionario purtroppo sfumato




SCUOLE INNOVATIVE - I RISULTATI definitivi
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Visto che il Comune tace. Visto che i giornali tacciono. Visto che tutto internet tace. Visto che a nessuno pare interessi sapere come è andata a finire la faccenda dei 18 milioni di euro disponibili in Toscana per le scuole innovative, fornisco di seguito i risultati.
La regione ha ammesso al finanziamento 3 progetti arrivati in quest'ordine:
1) Follonica ..... 10,0 milioni
2) Lucca............. 2,4 milioni
3) Poggibonsi..... 5,5 milioni
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San Vincenzo è stato escluso dalla graduatoria con la seguente motivazione:

«Il progetto è risultato in contrasto col Punto 4 (Allegato A, D. n. 4039/2015)

Nella richiesta è infatti presente anche un micronido ed un nido» la cui presenza il bando regionale avvisava che sarebbe stata causa di esclusione.
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Peccato, si poteva e si doveva lasciarli fuori.




I Non ammessi

CODICI COMPORTAMENTALI e DIRITTI FONDAMENTALI

SUL “CODICE COMPORTAMENTALE” DEI COMUNI
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La liceità delle critiche, anche feroci e anche pubbliche, dei lavoratori e degli attivisti sindacali nei confronti del datore di lavoro (anche Ente pubblico) trovano la loro giustificazione normativa nel comma 1 dell’art. 51 del codice penale, ossia nell’esercizio di un diritto, che a sua volta richiama la generica libertà di manifestazione del pensiero di cui all’art. 21 della Costituzione e la specifica libertà di opinione dell’art. 1 dello Statuto dei lavoratori, legge 300/70.
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ART. 51 CODICE PENALE
«L'esercizio di un diritto o l'adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità, esclude la punibilità. » (eventualmente prevista da qualunque altra norma contraria. Figuriamoci da un codice di condotta...)
ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.» (diritto esercitabile senza alcuna possibilità di prevederne la punibilità)
L. N. 300/70 – STATUTO DEI LAVORATORI
Della libertà e dignità del lavoratore - Art. 1. - Libertà di opinione.
«I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge.» (Non certo dei codici di comportamento comunali che hanno dignità alquanto inferiore alla Costituzione)
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Quindi, CRITICARE L’AMMINISTRAZIONE ANCHE IN MODO FEROCE, ma senza diffamare (vedi cod. penale), senza offendere (vedi cod. penale), senza insubordinarsi o incitare all’insubordinazione altri dipendenti, è un atteggiamento lecito, protetto dalla leggi e dalla Costituzione e non sanzionabile da alcun Codice di condotta che, se ne prevedesse la proibizione, sarebbe, sul punto, illegittimo e direttamente disapplicabile.
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Al di là della Costituzione e della Legge che escludono in modo CATEGORICO che qualcuno possa essere punito per avere esercitato il suo diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, qui in gioco ci sono due interessi:
1) Da una parte, Il diritto costituzionale a manifestare liberamente, sempre e dovunque, il proprio pensiero con ogni mezzo, compreso ovviamente i social network. Ovviamente senza offendere, diffamare, parlare abusivamente a nome e per conto di, creare allarme con false informazioni e, in genere, semplicemente senza violare la legge.
Diritto sancito espressamente dalla Costituzione e dalle leggi.

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2) Dall’altra parte, Il divieto di un “supposto” indefinito e indefinibile “danneggiamento dell’immagine” dell’Ente pubblico che può inevitabilmente tradursi (dal momento che qualsiasi critica motivata può danneggiare l’immagine dell’ Ente pubblico) in un generalizzato “divieto di critica” (specie se fondata) del Comune, dei suoi dipendenti e dei suoi amministratori.
Divieto sancito da un codice di comportamento scritto da qualche oscuro burocrate comunale e da una letterina del sindaco ai dipendenti comunali.
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Secondo voi quale di questi due interessi COLLIDENTI fra LORO merita di essere tutelato con ogni forza da qualsiasi cittadino che abbia a cuore le libertà fondamentali?
1) La LIBERTA’ di pensiero e di parola
oppure
2) il DIVIETdi rischiare di eventualmente offuscare l’immagine di un Comune?

Secondo voi qualsiasi persona raziocinante e democratica, o, in seconda istanza, qualsiasi giudice, cosa sceglierà?

foto di Rimigliano San Vincenzo.


Slideshow di Rimigliano

Un piccolo slideshow per ricordarsi cos'è Rimigliano e cosa potremmo perdere.

domenica 2 agosto 2015

NESSUNA RAGIONE AL MONDO



NESSUNA RAGIONE AL MONDO

E’ il mattino presto di una limpida giornata di fine marzo.
Ho appena parcheggiato lungo la Principessa deserta e sto attraversando il parco, verso il mare. Nell'ultimo tratto di cammino ecco riappare il bosco naturale. Il sentiero che porta al mare si è già riempito della nuova vegetazione ricresciuta nei mesi di abbandono invernale e bisogna farsi strada fra i rami recenti.
Mi affaccio sulla spiaggia.
La bruma mattutina nasconde alla vista le case lontane di San Vincenzo. A sud, sulla cima del colle, in lontananza, s’intravede fra i boschi la torre di Populonia, sfiorata dai primi raggi di un pallido sole. Il mare borbotta quieto e la riva lunghissima, maestosa e deserta è ricoperta dai resti delle mareggiate invernali. D'intorno a perdita d’occhio lo stesso spettacolo senza tempo che ogni volta mi rapisce.

Lo stesso spettacolo contemplato nel febbraio del 7 d.c. dal console Quinto Cecilio Metello, accampato per la notte, con le sue legioni, lungo il Borro dei Prigioni, durante il suo viaggio verso la Gallia, dove qualche mese dopo avrebbe trovato la morte sconfitto dai Cimbri.

Il medesimo spettacolo che alla fine di giugno del 1526 si presentò agli occhi del pirata saraceno Khair-ad-din, il Barbarossa, sbarcato sulla piaggia di Rimigliano per riparare le sue galee danneggiate nello scontro di pochi giorni prima con la flottiglia di Andrea Doria.

L’identico spettacolo che apparve anche ad Elisa Bonaparte, la mattina del 22 febbraio 1805 quando diretta a Piombino, in occasione della sosta alla Casetta dei cavalleggeri, volle affacciarsi a vedere il mare che aveva intravisto attraverso i pochi varchi della fittissima macchia, percorrendo la strada della Principessa appena per lei realizzata.

Lo stesso spettacolo che nell’agosto del 1929, durante le manovre navali dell’Alto Tirreno, Mussolini e Vittorio Emanuele II intravidero dalla spiaggia della Torraccia, contemplando verso nord i lunghissimi otto chilometri di spiaggia deserta e di bosco ininterrotto (erano ancora otto chilometri, fino al Renaione, e deserti anche in agosto) della costa selvaggia di Rimigliano.

Questo luogo meraviglioso e intatto da millenni è visitabile da chiunque, liberamente e senza limiti, con l’unico impegno di due minuti e mezzo di cammino. Caso pressoché unico e irripetibile. Il tesoro inestimabile di San Vincenzo.
Qui si può godere gratuitamente del lusso indicibile di lasciare che la nostra mente possa perdersi in un mondo ancora vergine, dove i segni del tempo e dell’uomo sono del tutto assenti, in un ambiente e in un paesaggio che odorano di eternità, dove la nostra vita, al confronto, appare così breve ed effimera, ma anche così meritevole di essere vissuta, se siamo in grado di abbandonarci a quello spettacolo e di godere di quelle sensazioni.

NESSUNA RAGIONE AL MONDO può giustificare che questo luogo magico, rimasto miracolosamente vergine, venga profanato da qualsiasi altra opera dell’uomo.
Nessuna idea di progresso, di sviluppo, di miglioramento, giustificherebbe un tale insensato delitto. Solo la completa assenza di qualsiasi visibile intervento da parte dell’uomo può conservare anche per i nostri discendenti quella magia miracolosa, unica e senza prezzo.









venerdì 24 luglio 2015

CONSUMO DI SUOLO ZERO - LA PROMESSA TRADITA


CONSUMO DI SUOLO ZERO - LA PROMESSA TRADITA

1) Lo chiedeva la stragrande maggioranza dei cittadini nel percorso partecipato al Piano Strutturale (vero, garante, testimone Martina Pietrelli?)
2) Lo chiedevano nelle loro osservazioni sia la Provincia, ma soprattutto la Regione per un comune iper edificato come il nostro.
3) Lo prometteva solennemente il candidato sindaco Bandini e su questa promessa è stato eletto:
Qual'è la strada che vogliamo percorrere: AZZERARE IL CONSUMO DI SUOLO favorendo il recupero di aree già urbanizzate e la riqualificazione del patrimonio esistente
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Risultato sintetico per come emerge dalle controdeduzioni del Comune alle osservazioni al PS.

1) Respinte di brutto tutte le osservazioni della Regione, con la sola eccezione della rinunzia all’edificabilità del bosco e della duna a sud di Riva degli Etruschi (previsione troppo vergognosa per essere anche solo sognata neI peggiori incubi notturni)

2)  Confermata invece l’edificabilità dei camponi a sud degli impianti sportivi (di proprietà Devtronix di Lugano), i più bei terreni agricoli e i più fertili di San Vincenzo. Perché? Non ci crederete. Perché in qualche vecchio PRG era già stata adombrata la loro edificabilità e quindi non si può ora tornare indietro, rischiando di deludere le aspettative della Devtronix.
Motivazione misera ed estremamente imbarazzante.
Intanto le vecchie previsioni erano tutte stra-decadute, e poi, ad esempio, per il Paradisino si è tornati indietro e lì, altro che vecchia previsione, c’erano anche i permessi già rilasciati. Eppure il Comune ha annullato tutto e il TAR gli ha dato pure regione.

3) Per tutti gli alti terreni per i quali la Regione e tanti altri chiedevano l’eliminazione della previsione di edificabilità, questa è stata invece confermata con tanti saluti ai richiedenti.

4) In conclusione restano previsti dal nuovo P.S. più di 35.000 (l'assessore sostiene 25.000, con le ultimissime modifiche, non verificate) mq. di pavimenti di nuove costruzioni "pure", realizzate cioè su terreno finora inedificato e in gran parte agricolo. Comunque il CONSUMO DI nuovo SUOLO sarà dai 25.000 ai 35.000 mq. di SUL, più altrettanti per urbanizzazioni.
Altro che consumo di suolo ZERO!!!

E allora la PROMESSA elettorale ….. “AZZERARE il consumo di suolo” (in italiano, dal significato univoco e non interpretabile: consumo nuovo suolo = ZERO)
TRADITA e trasformata in…  “INCREMENTARE di decine di migliaia di metri quadrati il consumo di suolo”  (prevalentemente suolo agricolo)
Tutto regolare? E’ così che si fa? Le promesse si possono allegramente tradire e ribaltare? E’ etico tutto ciò?
Per chi non ci crede o non se lo ricorda, la PROMESSA UFFICIALE è qui, a pagina 4 (ZERO e A CAPO) primi tre righi.

http://159.213.113.213:8080/jalbosanvincenzo/AlboPretorio?servizio=allegato&idDocumentale=19027

Sindaco Bandini, ritiene di avere mantenuto la sua promessa elettorale?
Con questo Piano Strutturale ha AZZERATO il consumo di suolo come aveva promesso?

Nessun nuovo metro quadrato di suolo agricolo sarà edificato e urbanizzato nei prossimi anni?
Provi a darci una risposta.



Quando si credeva ancora che le promesse non potessero essere tradite.
http://san-vincenzo-livorno.blogspot.it/2015/01/controdeduzioni-al-piano-strutturale.html


giovedì 16 luglio 2015

METEORE



METEORE
Il gruppo aperto facebook San Vincenzo Democrazia e Libera Opinione, detto anche per comodità SVDELO, è un gruppo al quale sono iscritte oltre 1.400 persone. Non tutte di San Vincenzo, ma in gran parte sì.
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Considerando che la popolazione del paese è di 7.000 abitanti, ma che togliendo tutti i minorenni e gli anziani che ormai non seguono più gli avvenimenti del paese, si scende a poco più di 4 mila abitanti “attivi”. Considerando anche che un buon numero di abitanti utenti facebook non si sono iscritti perché non interessati ad apparire in prima persona e a commentare, ma seguono ugualmente, magari sporadicamente, le notizie e le discussioni sul gruppo, si può concludere che circa il 50% (che sarebbe poi la metà) della popolazione attiva di San Vincenzo guarda regolarmente o saltuariamente quanto appare sul gruppo (notizie, fotografie, discussioni, ecc.)
Si tratta quindi di un luogo d’incontro del paese. Anzi in un paese “senza piazza” come San Vincenzo (l’unica definibile come tale era il vecchio porticciolo, ora defunto), SVDELO può essere definita la vera “piazza virtuale” del paese.
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Come ogni piazza che si rispetti, luogo non solo di notizie e discussioni, ma anche di pettegolezzi, di bufale, di prese di culo, ma più che altro sfogatoio di chi non conosce o non trova controparti pubbliche alle quali rivolgere le proprie critiche, proposte, e perché no, accidenti e imprecazioni.
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Considerando che, al di fuori dei semimpraticabili percorsi istituzionali qui non sono previsti né incontri pubblici in piazza, stile Suvereto, né tantomeno question-time pubblici, né consultazioni pubbliche, né referendum praticabili,
gli amministratori del paese (politici e funzionari comunali) potrebbero-dovrebbero approfittare di questa “piazza”, oltre che per ascoltare nell’ombra, in silenzio,  anche per comunicare, per dare spiegazioni, precisazioni, intenzioni, idee. Insomma per avere un contatto un po’ più diretto con il loro popolo.
Invece quasi niente. Cioè qualcuno ci ha anche provato, ma è durato appena lo spazio di un mattino. Per rinunzia personale o per richiamo superiore all’ordine.
Ricordiamo con nostalgia queste meteore.
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GUAZZELLItre commenti e poi velocissima sparizione
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BANDINISdegnata smentita dell’allestimento di un palco alla torre e poi evaporazione
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COSIMI
Qualche saltuario commento, qua e là, ma in gran parte motivati dalla vicenda politica del figlio.
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ROVENTINI
Qualche saltuaria informativa e qualche replica polemica, senza però poi rispondere alle contro-repliche (vedi seminterrati) poi ultimamente più niente.
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FILIPPI
Un solo intervento torrenziale (partito agguerritissimo, ma subito impallidito), dopodiché scomparso
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Fine della comunicativa da parte dell'amministrazione.
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Sui social networks, anni fa, c’erano stati altri due tentativi di comunicazione di un ex sindaco e di un futuro sindaco,
BANDINI contro dottor morte
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ROVENTINI CARLO ALBERTO contro corvi (con annessa rivendicazione del suo monopolio dell’arrosto)
RISPOSTA FORUM
RISPOSTA PERPLESSO
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Interventi ambedue piuttosto controproducenti, specie quello dell’arrosto, con conseguente rinunzia ad ulteriori tentativi di comunicazione su questi mezzi, troppo diretti, senza rete, e più che altro riconsultabili per l’eternità.
Molto meglio recitare la solita tiritera:
“Preferisco il contatto diretto. Se avete qualcosa da chiedere venite pure. Sarò lieto di rispondervi personalmente” (dopo defatiganti appuntamenti e più che altro nelle segrete stanze, senza lo scomodo pubblico)
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Vedremo in futuro se questi vecchi politici si scioglieranno un po’, ma, visto l’imprinting formativo, credo sarà difficile.


lunedì 13 aprile 2015

Vieni c'è una strada nel bosco. Il suo nome conosco. Vuoi conoscerlo tu? Magari...

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A Riva degli Etruschi, dopo averlo demolito, stanno rifacendo (leggermente ampliato) il cosiddetto “Bar Nautico”, quel piccolo fabbricato in fondo alla passeggiata lungo mare, quasi al confine meridionale. Fin qui nulla di strano.



Però non si capisce bene né l’utilità, né tantomeno l’opportunità naturalistica e paesaggistica di quello che appare inequivocabilmente come l’inizio della realizzazione (approvata, si spera, ma nello stesso tempo si teme, anche dalla Soprintendenza) di un nuovo accesso dal bosco alla spiaggia, attraverso la duna, con taglio a raso della vegetazione e forse, chissà, leggero sbancamento nel caso sia prevista anche una pavimentazione.

Infatti il Bar Nautico è già comodamente accessibile da un’esistente ampia strada interna asfaltata che sbuca sulla spiaggia in corrispondenza del fabbricato. Che scopo ci può essere quindi a realizzare un’ulteriore inutile accesso dal bosco interno inedificato alla spiaggia?

L’unica spiegazione che può venire in mente è che la proprietà sappia, o creda di sapere, che la previsione del PS adottato che prevede la possibile edificabilità ed urbanizzazione del bosco e della duna che vanno dal bar nautico fino al confine sud con la Riva dei Cavalleggeri, sia in procinto di essere definitivamente confermata.

E cioè che le Osservazioni di AS, ma in particolare anche della Regione Toscana e della Provincia di Livorno che chiedono di eliminare totalmente questa incredibile e ingiustificabile previsione, oggi del tutto fuori dal mondo, siano state o stiano per essere respinte. O meglio, come è successo con la variante di Rimigliano,  formalmente “parzialmente accolte”, ma sostanzialmente e nei fatti, totalmente respinte.
Naturalmente non sappiamo se questa ipotesi abbia un fondamento reale, ma certo un'ipotesi ragionevole è che questo intervento possa essere motivato dall’idea di anticiparsi e realizzare intanto un collegamento fra la spiaggia e quello che oggi è duna e bosco, ma domani potrà probabilmente divenire un villaggio.

Nel bosco e duna subito confinante a sud, di competenza Comune e Riva dei Cavalleggeri, questo problema non esiste, essendo già stato anticipato e risolto fin dal Natale 2007, con un analogo intervento che fu documentato QUI, ma che parve a tutti (compresi purtroppo Comune, e Soprintendenza) un bellissimo esempio di opera naturalistica e di bio-ingegneria alla sanvincenzina.
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Nello stesso tempo è in corso di realizzazione anche un nuovo accesso dalla Principessa allo stesso bosco inedificato a sud di Riva degli Etruschi (quasi in adiacenza al sottopasso del Garden Club) e si sta procedendo alla viabilità interna. Anche qui la ratio dell'intervento non appare di immediata comprensione, se non nell'ottica di una pre-urbanizzazione di tale bosco.

Il cartello parla di viabilità interna ed accesso al Bar Nautico. Ma, come detto l'accesso al Bar Nautico esiste già, bello grande e asfaltato. Un secondo accesso dal bosco inedificato e dalla duna a che dovrebbe servire? E poi non si cita alcun permesso paesaggistico. Ma se non c'è vuol dire certamente che in quella zona non è dovuto.
Naturalmente quelle di cui sopra possono essere tutte ipotesi sbagliate e gli intenti possono essere invece di tipo esclusivamente naturalistico, per migliorare l'areazione del sottobosco (come si può vedere, ordinatissimo e pulitissimo) e la viabilità boschiva per agevolare gli spostamenti degli animaletti autoctoni.
Se è così, si attendono rassicurazioni.
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25/4/2015 - Pentiti? - Dopo aver disboscato si rimboschisce?