venerdì 5 febbraio 2016

Sventurate transazioni


Dopo la favorevolissima Transazione del Comune di San Vincenzo con ASA eccone un’altra con una storia ancor più lunga e travagliata che, se non ci fosse da piangere, sarebbe anche divertente e istruttiva


MAGGIO 1986
Il Comune dispone l’occupazione di urgenza di una piccolissima porzione del grandissimo giardino del dott. Lippi lungo il marciapiede di via Piave per una superficie di 8 mq, per installare una cabina di distribuzione del gas metano
MAGGIO 1986
L’ordinanza viene notificata per sbaglio non al dott. Lippi, ma ad una confinante.
GIUGNO 1986
Il Comune occupa la porzione di 8 mq. del giardino Lippi e realizza la cabina.
NOVEMBRE 1987
Il Comune con delibera di Giunta n. 911/1987 definisce il percorso espropriativo. Ma la delibera viene annullata dal Comitato regionale di controllo per svariate illegittimità. La pratica viene poi abbandonata.
LUGLIO 2003
Il dott. Lippi scrive al Comune lamentandosi di non aver mai ricevuto alcun indennizzo e chiedendo lo spostamento della cabina.
LUGLIO 2003
Il geom. Filippi risponde al dr. Lippi comunicandogli che ASEM chiede per lo spostamento 11.818 euro e che quindi, visto l’elevato importo, è meglio attendere che arrivi il nuovo gestore ASA per effettuare lo spostamento.
MAGGIO 2004
ASA comunica che per lo spostamento della cabina nelle vicinanze dell’ubicazione attuale occorreranno 24.517,51 euro
MAGGIO 2005
il geom. Meini scrive ai Lippi che lo spostamento è troppo oneroso per il Comune, chiedendo quindi una soluzione transattiva.
FEBBRAIO 2009
L’avvocato dei Lippi invia al Comune una bozza di transazione nella quale si chiede, con squisito disinteresse, il pagamento di 35.000 euro di indennità.
MARZO 2009
Il geom. Meini relaziona che 35.000 euro per l’occupazione di 8 metri quadrati (euro 4.375/mq) è, a dir poco, uno sproposito e quindi il Comune rifiuta la transazione.
GIUGNO 2013
Dopo solo 27 anni (mi pare che in 27 anni si prescriva anche l’omicidio) gli eredi Lippi citano in tribunale il Comune chiedendo lo sfratto della cabina e l’indennità di occupazione.
7 OTTOBRE 2013
Il Comune si costituisce "TEMPESTIVAMENTE" (meno male) in giudizio e incarica l’avvocato (penalista, chissà perché)  Procchi di Piombino per la difesa, "SOLLEVANDO MOLTEPLICI ECCEZIONI DI RITO E DI MERITO" (allora si dovrebbe star tranquilli. Fra due guanciali).
30 OTTOBRE 2015
Colpo di scena improvviso !!!
Il Comune con delibera di CC n. 93/2015, dopo rinvio delle udienze e battagliera trattativa durata due anni, decide di mollare agli eredi Lippi tutti i 35.000 euro già da loro richiesti.
DICEMBRE 2015
Viene firmata il contratto di transazione con gli eredi Lippi e quantificati i costi finali della vicenda.
TRANSAZIONE 35.000
SPESE CONTRATTUALI 4.000
SPESE LEGALI - Onorari dell’avvocato: euro 9.642,88 (con appena due udienze interlocutorie. Sorbole! Pagati sull'unghia senza fiatare.)
Spese per il tecnico incaricato del FRAZIONAMENTO: euro 2.882,00
TOTALE: (salvo qualche omissione) 51.524,88 euro, pari per 8 mq. a euro 6.440/mq (quasi come un appartamento di lusso sul mare)
Forse sarebbe stato meglio rinnovare la pratica di esproprio o alla peggio spostare la cabina nel 2003 per la miseria di 11.818 euro.
Comunque, bisogna riconoscerlo, grazie a una tostissima e determinata contrattazione, tutta lacrime e sangue, l’esito è stato favorevolissimo per il Comune. Gaudeamus igitur!

http://159.213.113.213:8080/jalbosanvincenzo/AlboPretorio?servizio=allegato&idDocumentale=29190


A un profano ignorante viene anche da pensare:
Ma perché, invece di andare a cercare di noie col dr. Lippi, non hanno messo la cabina dieci metri più in là, sull'enorme marciapiede pubblico di via Matteotti, magari nascosta dietro la pensilina dell'autobus o mascherata fra due fioriere? Mah.



Ultimo pensierino della sera.
Ma se quel grosso pino che pencola sopra la cabina, venisse giù con qualche ventata, come successo gli anni scorsi, che succederebbe? Solo un po' di puzzo?






sabato 16 gennaio 2016

La sassaia della spiaggia d'oro crea dissapori.


La spiaggia a sud del porto, super protetta dalle super costose scogliere e già più e più volte super ripascimentata con numerosi super costosi ripascimenti.

Eccola, dopo la prima mareggiata del 2016

Pare che il Comune sia restio ad affogare altri soldi (a perdere fra l'altro) su quei 300 metri di spiaggia dove negli scorsi anni ha già speso più dell' 85% di quanto speso per tutti i restanti 9.500 metri di spiagge comunali.
Ma, appena risaputa, la notizia ha suscitato malumore in ambienti aridanghesi.


Gli assessori, che di quella spiaggia conoscono poco o nulla, hanno deciso quindi di svolgere sul campo un'indagine approfondita per rendersi conto delle reali condizioni dell'arenile, delle acque, delle concessioni balneari in essere, e così via. Dopodiché sarà in grado di decidere a ragion veduta se continuare a investire caparbiamente e sine fine su quei 300 metri.
Chi vivrà vedrà.





lunedì 11 gennaio 2016

Con la cultura non si mangia

7 gennaio alle ore 16:59

CON LA CULTURA NON SI MANGIA
Da notizie giornalistiche sempre più frequenti e concordanti, pare che la Giunta di San Vincenzo abbia deciso di dismettere, nell’ordine:
1) L’intera Biblioteca Comunale
2) Le relative sale di lettura e di studio
3) Le relativi postazioni internet
4) La Sala multimediale
5) Le salette per incontri, mostre ed esposizioni
6) Gli uffici dell’URP e delle associazioni dei consumatori.
In altre parole tutte le funzioni contenute nell’intero palazzo cosiddetto “della Cultura” in piazza Mischi pare saranno drasticamente ridotte, oppure, più realisticamente - viste le inattuabili sedi alternative proposte – smantellate completamente.
PERCHE’?
Si dice per poter monetizzare (vendendolo o facendolo esplodere) il palazzo delle ex scuole Fucini, dove attualmente risiedono un gran numero di uffici Comunali che dovrebbero quindi essere trasferiti nel palazzo della Cultura di piazza Mischi, sfrattando tutte le sua attuali funzioni.
MA QUEST’IPOTESI NON ERA GIA’ STATA DRASTICAMENTE ESCLUSA ANNI FA?
Certo era stata esclusa con tanti ringraziamenti del sindaco all’opposizione per aver contribuito ad evitare questa sciocchezza e questo danno grave per il paese.
E ALLORA?
Allora, dopo il Porto, dopo Rimigliano, dopo il Bayahibe, dopo l’officina Bensi, la Giunta pare sia tuttora preda dell’irresistibile attrazione del “cupio dissolvi” o in altri termini del “facciamoci del male” che ha portato a tutti quei precedenti disastri. La cura disintossicante non ha purtroppo funzionato.
QUINDI CHE SUCCEDERA’?
Succederà che non solo saranno spazzate via le uniche vere offerte culturali del paese, ma anche gli unici luoghi e occasioni (specie fuori stagione) di socialità, di incontri, di dibattiti, di pubblica utilità, di occasioni di pratica democratica, che erano situati per di più, miracolosamente, proprio nel baricentro del paese.
Infatti l’alternativa ventilata (la Torre) è ridicolmente inadeguata, per insufficienza di superfici, inadeguatezza planivolumetrica, inadeguatezza statica, infelice collocazione, presenza di altre funzioni.
Quindi questa ulteriore DESERTIFICAZIONE, specie invernale, del centro del paese sarà una vera sciagura, un ulteriore passo (l'ennesimo) verso la sua morte, con tutte quelle funzioni culturali e sociali così importanti ed essenziali, sostituite da squallidi uffici comunali, con nessuna funzione culturale e socializzante e comunque quasi sempre chiusi.
CON LA CULTURA NON SI MANGIA
La giunta pare abbia convintamente fatta sua questa orrenda frase di Tremonti. Ma, come ovvio, è una frase del tutto falsa. In realtà con la cultura (e con la socialità) si vive, si migliora, si cresce, ci si arricchisce e quindi anche “si mangia”. Eccome. Il concetto vero è ovviamente un altro:
CON L’ANORESSIA (culturale) NON SI MANGIA

Voci dal sen fuggite


Ipotesi, chiacchiere... giammai progetti

8 gennaio alle ore 21:47
In Consiglio Comunale del 22 dicembre L’ASSESSORE ROVENTINI sulle EX SCUOLE FUCINI ha detto:
«se all’interno degli uffici, il dirigente o qualcun altro magari ha sentito un discorso o una idea, io credo che tra questo e avere intenzione di fare un qualcosa, c’è un abisso. Quindi non posso altro che riconfermare che oggi, 22 dicembre 2015, non ci sono ad oggi progetti che riguardano l’intenzione di vendere o di demolire l’edificio pubblico delle ex Fucini.»………….. Quindi si può dedurre che:
1) In Comune se ne parla e ci sono idee del genere.
2) Al 22 dicembre non c’è ancora un progetto (ufficiale e approvato). Ma ufficioso e da approvare?
3) Dal 23 dicembre in poi quindi non si può escludere nulla.
4) Nulla si dice sugli articoli dei giornali che danno la faccenda per sicura e che non vengono smentiti.
5) Nulla si nega sul prossimo (da aprile) sfratto preventivo della biblioteca e della sala multimediale, né vengono smentiti gli articoli dei giornali che li danno per ormai deciso.

Quindi almeno questo sfratto sembra ormai pressoché certo.

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Sarebbe quindi interessante sapere quanto è previsto di spendere per sbudellare completamente il palazzo Alliata (ex biblioteca e sala multimediale e salette ecc.) che era stato da pochi anni completamente ristrutturato a caro prezzo, per inserirci tutti gli uffici comunali che (forse) rimarranno orfani delle vendute o demolite ex Fucini. Nel 2007, secondo l’allora assessore Kety Pini, ci sarebbe voluto UN MILIONE di euro. Oggi?
Sarebbe anche interessante sapere se si prevede ancora di ovviare agli evidentemente insufficienti rapporti aeroilluminanti del palazzo Alliata, che non consentirebbero di certificare l’abitabilità (se qualcuno mai la pretendesse, come d’obbligo) dei nuovi uffici comunali, mediante la realizzazione di “PARETI TRASPARENTI”, secondo l’originale idea sempre dell’allora assessore Kety Pini.

Sarebbe molto interessante. Ma suppongo che non avremo risposta, nonostante la nota e più volte solennemente promessa “trasparenza” della nuova giunta.

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Bientinesi, grazie ai solidi agganci nella giunta, fa il punto della situazione con due ipotesi UFFICIALI
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9 gennaio alle ore 11:43
GIOCO DELL' OCA
E allora ripercorriamo le ipotesi di primissima mano del ben introdotto Bientinesi. Ipotesi pressoché ufficiali, vista la fonte. Si tratta praticamente di un gioco dell’oca, costosissimo, ma poco divertente.
Prima ipotesi Bientinesi
Le ex Fucini vengono sbassate da tre a due piani (non uno ovviamente) con tanto di orologio sul coronamento della facciata. La sala consiliare della Torre va al primo piano delle sbassate ex Fucini. Le sale multimediali del piano terra del palazzo della cultura vanno al piano terra e primo della Torre (liberati dalla sala consiliare). Gli uffici delle attuali ex Fucini vanno al piano terra delle sbassate ex Fucini e al piano terra del Palazzo della Cultura (sgombrato dalla sala e dalle salette).
Seconda ipotesi Bientinesi
Le ex Fucini vengono sbassate o non sbassate, ma ristrutturate. La sala consiliare della Torre va al primo piano del Palazzo della Cultura al posto dell’attuale biblioteca. La Biblioteca del Palazzo della Cultura, va al piano terreno delle sbassate o meno ex Fucini. Le sale multimediali del piano terra del palazzo della cultura vanno al piano terra e primo della Torre. Gli uffici del piano terra delle ex Fucini (dove andrà la biblioteca) vanno al piano terra del Palazzo della Cultura (sgombrato dalla sala e dalle salette).
Ipotesi aggiuntive Bientinesi, ma estranee al tourbillon degli uffici sale e biblioteche
a) Recupero dei granai sotto piazza Mischi per farci che? Non si dice. Forse una cantinetta per i vini di pregio.
b) Sistemazione della piazza Mischi che si dice nell’articolo, “necessita di un completo recupero”. E qui siamo completamente d’accordo.
Mettendo invece insieme le prime DUE ipotesi si arriva almeno a queste tre CERTEZZE:
1) La sala consiliare verrà sicuramente spostata dalla Torre (o al primo piano del palazzo della cultura al posto della biblioteca o al primo piano delle ex Fucini)
2) La sala multimediale e le salette per mostre e associazioni al PT del Palazzo della Cultura, verranno sicuramente sloggiate (spostate alla Torre o in parte dismesse)
3) Il piano terreno del Palazzo della Cultura sarà sicuramente ristrutturato per infilarci gli uffici comunali sfrattati dalle ex Fucini.
Tutto questo incasinamento a che servirebbe? Dice a razionalizzare le spese di gestione. Ma solo la inutile ristrutturazione del Palazzo della Cultura (da pochissimo ristrutturato), anche nell’ipotesi meno pesante non costerebbe meno di mezzo milione. Poi i costi aggiuntivi non certo inferiori per la ristrutturazione integrale delle ex Fucini, sbassamento o meno. Infine i costi di adattamento della Torre.
Per ripigliarci il costo complessivo, con la ipoteticissima razionalizzazione di spesa, ci vorrebbero circa 250 anni. A essere ottimisti.

Se poi si intende veramente trasferire (azzoppandola senza rimedio) anche la Biblioteca, allora veramente il disastro culturale, economico e intellettivo, sarebbe totale.

FRENATE ?

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Sia pure al freddo e al gelo, la giunta, ben sciarpata, medita. Mumble, mumble.




Si aprono riflessioni...
Tornare ad un solo piano come i due che erano negli anni 50, o restare ai due piani di oggi che sono in effetti tre?

venerdì 25 dicembre 2015

"IL CASSETTO" Opera buffa in tre atti

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Relazione del 23/3/2015 dell’ arch. Marco Baggiani incaricato dal Comune di San Vincenzo (vista la renitenza di tutti i dipendenti comunali)*** di istruire la pratica di sanatoria presentata dalle Costruzioni Ferrero per l’edificio denominato “Torretta” presso l’Hotel i Lecci.
*** Si erano infatti precedentente "astenuti" (chissà perché?), in ordine di astensione:
1) il dirigente competente geom. Filippi

2) il dirigente sostituto dr. Giorgio Ghelardini 
3) il responsabile dell'ufficio vincoli e tutela ambientale, condono e abusivismo
4) il responsabile dell'ufficio edilizia privata e pubblica.
5) il responsabile dell'ufficio Urbanistica, pianificazione e V.I.A. 
6) il Segretario Generale che ha ritenuto opportuno avvalersi di una consulenza esterna
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Succo finale della relazione Baggiani: Preso atto che il preavviso di demolizione e acquisizione al patrimonio pubblico, a seguito dell'inottemperanza all'ordinanza di demolizione, non è mai stato notificato alla proprietà,  che inoltre l’ispezione più approfondita del Comune è avvenuta quando ormai lo stato dei luoghi era già stato alterato, con chiusura del volume abusivamente realizzato e suo interramento con quote originari di riferimento del terreno non più accertabili, la conclusione di Baggiani, in sintesi, è che la pratica di sanatoria può essere portata avanti e che, se si riesce a raccattare tutti i pareri necessari (paesaggistici in particolare), si può probabilmente procedere con l’accertamento di conformità richiesto dalla proprietà.
Però nella relazione Baggiani si trovano anche molte altre notizie. come minimo assai curiose:
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1) La superficie legittimata della Torretta (dice Baggiani) era in effetti di mq. 64,03 e non di mq. 106 come da Piano Unitario approvato, che “probabilmente” ha preso in considerazione (chissà perché) anche i 42 mq. abusivi. Forse in applicazione della dottrina sanvincenzina per gli edifici fantasma di Rimigliano?
Occorrerebbe, (dice l’arch. Baggiani), un “atto ricognitivo” del Comune per “chiarire-precisare-intepretare” questa strana anomalia. Ovviamente non se ne farà di nulla. Chi ha avuto ha avuto e i 42 mq ormai sono andati in cavalleria. Ma almeno sapere chi è stato a regalarli e perché? Non sarebbe il caso?

2)  Risultano anche alcuni altri passaggi curiosi della vicenda. Questi gli essenziali:
2.a) In data 19/4/2011 Il Corpo Forestale dello Stato accerta numerosi abusi e invia una relativa dettagliata segnalazione al Comune

2.b) La segnalazione non ha seguiti immediati e finisce forse per sbaglio in un cassetto  dell’Ufficio.

2.c) Solo in data 13/7/2011 (quasi tre  mesi dopo), a caso ormai scoppiato su internet e sui giornali, e con comitati e volantinaggi dei sanluigini, un geometra comunale effettua finalmente il sopraluogo e accerta gli abusi segnalati da mesi dalla Forestale e fa sospendere i lavori, nel frattempo ulteriormente avanzati.

2.d)  il Responsabile del Procedimento geom. Salti il 28/7/2011 visti gli abusi compiuti richiede la demolizione ai sensi dell’art. 132 della LRT 1/2005

2.e)  il 15/9/2011 viene emessa l’Ordinanza n. 283 con la quale si ordina la “Remissione in pristino”.
nell’Ordinanza, dove  (per pudore forse?) non viene mai ordinata esplicitamente la “demolizione”, ma dalla narrativa e dagli articoli citati (132 e 133) deve pacificamente intendersi (secondo l’arch. Baggiani) che questa “remissione in pristino” ordinata, significasse e consistesse appunto nella “demolizione”. L’ordinanza non viene impugnata dalla proprietà e diviene quindi definitiva.

Parentesi n. 1
(Avvenimenti non citati, forse nemmeno conosciuti da Baggiani, ma comunicati dall'assessore Bandini nel C.C. del 23/1/2012, rispondendo a un interrogazione di Nicola Bertini)Dice Bandini: 
«...il 31 ottobre 2011, protocollo 26280, la proprietà ha depositato presso questo Ente, comunicazione di inizio lavori per la remissione in pristino delle opere abusivamente realizzate.... Sono state anche presentate due richieste di autorizzazione paesaggistica... che sono state respinte con lettera del 27 dicembre 2011, protocollo 30246 e 30247. La Commissione competente per la tutela del paesaggio, nella seduta del 14 dicembre 2011, decisioni numero 5 e 6, ha espresso il seguente parere: Contrario in quanto l’intervento è funzionale di un sistema complessivo di opere da considerarsi illegittime, sotto il profilo edilizio e urbanistico e paesaggistico. La valutazione di incompatibilità paesaggistica non può essere esaminata per singoli interventi, dal momento che le opere poste in essere, costituiscono una trasformazione ambientale non compatibile con lo stato dei luoghi.... La proprietà dice che per ottemperare a quanto detto dall’ordinanza, serve solamente la demolizione del seminterrato... Secondo i pareri nostri e dell’istruttoria che sta facendo il Comune invece, l’edificio va demolito totalmente.... Per quanto riguarda il Comune, ha interesse a demolire totalmente l’edificio, e riportare lo stato dei luoghi a come erano precedentemente.»

Parentesi n. 2
Mozione approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale:

Comune di San Vincenzo
Deliberazione del Consiglio Comunale n° 22 in data 12/03/2012
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Interviene il consigliere comunale BERTINI NICOLA:
Allora, il testo della mozione diventa invita gli uffici competenti a proseguire nell’iter dell’ordinanza di demolizione e rimessa in pristino dei luoghi con effetto immediato.
Presidente BIAGI MICHELE: Va bene, quindi si porta in votazione la mozione del Forum.
Favorevoli? Forum Centrosinistra per San Vincenzo e Per San Vincenzo.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Preso atto di quanto emerso durante la discussione e dell’esito della votazione a scrutinio palese che è del seguente tenore: Presenti e Votanti n. 11, favorevoli n. 11;
APPROVA
La mozione del gruppo Forum del Centrosinistra per San Vincenzo, con oggetto: “Attività edilizia presso l’edificio “Torretta” all’interno del recinto dell’Hotel “I Lecci
Detta mozione è allegata al presente provvedimento come parte integrante.
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Nel frattempo i lavori sul cantiere erano ripresi indisturbati finché la magistratura se ne era accorta e aveva sequestrato il cantiere il giorno 7/3/2012.

2.f)  Il giorno 8/3/2012, un giorno esatto (buffo vero?) dopo il sequestro penale dal cantiere avvenuto il 7/3/2012, da parte della magistratura, la proprietà (dopo aver rialzato il piano di campagna, interrando lo scantinato abusivo e coperto di foglie le stradine) comunica di aver concluso la “rimessa in pristino”.

2.g)  Il 15/3/2012 il Responsabile Comunale del Procedimento, Salti esegue il sopraluogo e conclude che la rimessa in pristino (leggasi demolizione) non è avvenuta in quanto il fabbricato “risulta tuttora presente” (e quindi ovviamente non demolito).

2.h) Il 27/3/2012  il RP Salti comunica (con lettera prot. n. 7193 del 27/3/2012 al dirigente Andrea Filippi, al Sindaco, al Corpo Forestale e al Comando Carabinieri) l'esito del suo sopralluogo del 15/3 eseguito assieme al geom. Dell'Aiera. Dal sopralluogo è emerso che l'ordinanza di demolizione non è stata ottemperata in quanto l'edificio non è stato demolito e in particolare il piano interrato eseguito in totale difformità non è stato rimosso, ma è stato occultato. A seguito di quanto accertato, Salti comunica di aver predisposto la necessaria lettera di accertamento di inottemperanza  all'ordinanza di demolizione, a firma del dirigente Filippi, da notificare alla proprietà, indispensabile per rendere esecutiva la procedura di demolizione.
E allega tale lettera (di due pagine, completa anche degli indirizzi dei destinatari, con la sola data e firma in bianco) alla lettera prot. 7193.


Questa lettera non si sa che fine fa, ma in ogni caso, come certifica l'arch. Baggiani,  non risulta mai in seguito firmata, né notificata alla proprietà ................ (???)

2.i)  INSPIEGABILMENTE (rileva infatti uno stupito Baggiani) questa lettera, nonostante costituisse condizione essenziale per l’acquisizione del bene al patrimonio comunale, pur redatta, non sembra essere MAI STATA NOTIFICATA alla proprietà con conseguente vanificazione dell'acquisizione, ormai non più opponibile, del fabbricato al patrimonio comunale ................ (???)

2.k)  In compenso, visto che il Comune, dopo ben cinque mesi dall’accertata inottemperanza all’ordinanza, misteriosamente continua a restare inerte, la proprietà pensa bene di presentare il 27/8/2012 un accertamento di conformità per piccole difformità, palizzata in legno, e sanatoria strada, (la taverna nello scantinato, col rialzamento del piano di campagna è infatti ormai “sparita”). 

Conclusione dell’arch. Baggiani
Dal momento che il verbale di inottemperanza all’ordinanza (non impugnata e quindi definitiva) di demolizione non è mai stato notificato (notifica che avrebbe comportato l’acquisizione del fabbricato al patrimonio comunale e la successiva demolizione) L’edificio è rimasto legittimamente nel possesso della proprietà che ha quindi potuto legittimamente presentare la sanatoria che quindi ora deve essere esaminata e, visto che gli abusi essenziali sono spariti o mascherati, probabilmente dovrà (previo naturalmente l'ottenimento di tutti gli opportuni pareri) essere accolta.
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Evviva! Certo quella mancata notifica è parecchio curiosa, e parecchio, parecchio provvidenziale. Una vera manna.
Qui termina la relazione dell’arch. Baggiani, ma la storia non è mica finita qui. Tutt’altro.

Infatti, come già detto, la proprietà che rimessa in pista dalla mancata notifica del preavviso di confisca e demolizione già predisposto da Salti il 23/7/2012, ma rimasto forse nel solito cassetto dell’Ufficio, aveva presentato di volata in data 27/8/2012 la domanda di sanatoria. Dal momento però che il Comune, dove nessuno voleva toccare, neanche con un dito, quella pratica, non rispondeva, la proprietà propone ricorso al TAR della Toscana contro il silenzio rifiuto del Comune.
Il ricorso è difettoso, ma il Comune, normalmente agguerritissimo con l’avvocato Grassi,  questa volta non si costituisce, e mette forse nel cassetto anche questo ricorso, tanto che lo stesso TAR, piuttosto stupito di questa inedita circostanza, è costretto a rilevare “d’ufficio” il ritardo insanabile della presentazione del ricorso della proprietà, prima con Ordinanza del 22/9/2015 e quindi, vista l’assenza di memorie delle parti, a rigettare il ricorso dichiarandolo irricevibile per tardività, con sentenza depositata il 12/11/2015

A questo punto il Comune, rimesso in corsa dal TAR, che fa? Ma niente, naturalmente.
Nel frattempo la proprietà, subodorato che al TAR sarebbe finita male,  in data 26/10/2015 aveva già ripresentato da capo, imperterrita,  l'ennesima richiesta di sanatoria, facendo capire al Comune  che questa volta il loro avvocato ha imparato la lezione e che in caso di nuovo silenzio rifiuto ricorrerà al TAR nei termini giusti.

Allora il Comune, stressatissimo, abbandona la tattica del silenzio e si arrende senza condizioni riportando (pur non avendo alcun obbligo di farlo) la pratica in commissione paesaggistica (dove era stata già respinta con esaurienti motivazioni nella seduta del 14 dicembre 2011, decisioni n. 5 e 6 divenute definitive) e dove invece ora viene ri-ri-ri-riesaminata e, questa volta, entusiasticamente approvata per acclamazione il 29.10.2015 con questa splendida motivazione "preso atto che l'intervento e' stato realizzato su un'area già da tempo compromessa da fabbricati ed opere in c.a. di contenimento del terreno;ritenuto che il fabbricato in esame non abbia aggravato la qualita' dell'ambiente e del paesaggio ante operam;ritenuto inoltre che la traslazione del volume fuori terra realizzata non abbia modificato l'impatto complessivo dell'edificio sul paesaggio rispetto a quanto a suo tempo autorizzato;si esprime parere favorevole"
Cioè traducendo in parole comprensibili: preso atto che il luogo (prima duna) faceva già schifo prima e che l'innalzamento realizzato del volume risulta completamente ininfluente sull'impatto visivo (tesi questa del tutto innovativa) si esprime parere favorevole.
Lo stesso fa la Soprintendenza di Pisa, in data 24/11/2015, complimentandosi per la qualità sopraffina del progetto di sanatoria.

Con determina n. 207 del 14/3/2016 firmata dal segretario comunale (tutto l'ufficio tecnico e  urbanistica è difatti ancora in castissima e illibata astensione) viene comminata, per l'abuso paesaggistico, la draconiana condanna al pagamento di €. 516,46. In unica soluzione. Veramente spietati!

E finalmente in data 2/8/2016, finalmente è stato rilasciato con una cerimonia solenne in Comune, il sospirato Permesso in Sanatoria (PRO/C/2016/17) su di un fabbricato nei confronti del quale:
1) Erano già state recisamente respinte due richieste di autorizzazione paesaggistica postuma. Dinieghi che erano divenuti definitivi per mancato ricorso da parte della proprietà.
2) Era stata approvata dal Consiglio Comunale, all'unanimità una mozione che sollecitava l'Ufficio a uscire dal suo torpore e a provvedere alla demolizione e alla rimessa in pristino dei luoghi.

3) Pare sia tuttora pendente e valida un’ ordinanza di demolizione, divenuta definitiva per mancata opposizione e ricorso da parte della proprietà.

Menomale. Tutto è bene quello che finisce bene.
Nel complesso una vicenda che definire buffa è riduttivo e nella quale il protagonista indiscusso è senza alcun dubbio “il cassetto



Per chi volesse abbeverarsi direttamente alle fonti della conoscenza:


Ordinanza n. 283/2011 di rimessa in pristino-demolizione (in vigore da 4 anni, ma ignorata e ineseguita)
Sentenza TAR della Toscana
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=K36IVUDI6OC7YCF4ZGUZJ5IDKE&q

Determina di incarico all'arch. Baggiani (dopo 6 "astensioni" di dirigenti e funzionari)
http://159.213.113.213:8080/jattiwebsanvincenzo/AttiPubblicazioni?servizio=Allegato&idDocumentale=43128

Interessanti risposte a Bertini, dell'assessore Bandini (CC del 23.1.2012)
http://159.213.113.213:8080/jattiwebsanvincenzo/AttiPubblicazioni?servizio=Allegato&idDocumentale=22241


Per la serie: Seppelliscili di pratiche e di pareri di illustri e notulisti giuristi e vedrai che prima o poi l'ordinanza di demolizione evaporerà come neve al sole.