domenica 2 ottobre 2016

Nostalgia - Dieci anni fa, quando San Vincenzo si dibatteva ancora nel sottosviluppo e nell'arretratezza.

I vecchi moli scalcinati, frequentati ancora da gentuccia improduttiva e priva di decoro

- - - - -
Il vecchio Porto, disordinato, aperto e senza controlli, pieno di ridicole barchette, privo di uno Yacht club, e scansato come la peste dai panfili dei magnati, finanzieri, notabili e faccendieri.

- - - - -
Finalmente il nuovo moderno porto, caldo, accogliente, ampio e tecnologico. Con i moli chiusi, sorvegliati e sicuri, frequentato solo da bella gente. Con le moderne e caratteristiche attività commerciali di contorno

- - - - -
Il vecchio lungomare cittadino abbandonato a se stesso, con la spiaggia vergognosamente libera e priva di attrezzature, dove lo squallore e l'abbandono regnavano sovrani.


- - - - - 
Finalmente il nuovo moderno lungomare, caldo accogliente, tecnologico, pulito, senza tutta quella noiosa sabbia. Una meraviglia architettonica da tutti giudicata insuperabile. L'emblema del Nuovo San Vincenzo.

sabato 1 ottobre 2016

Storie di Paese - 2


Una storia dal recente passato, con tanto di morale.
LA  SCELTA  DI  PEPITO
- - - - -
C’era una volta nel Comune di Frittole, il signor Pepito Sbazzeguti (detto Nedo), un imprenditore molto noto nel ramo conserve sottaceto, che, assieme alla moglie Gwenda, abitava una bella villetta subito fuori dell’abitato di Frittole in via Misto di Paranza.
Nedo sapeva da tempo che, al vicino di casa, il Comune di Frittole aveva implacabilmente negato l’ampliamento della casa, nonostante che questi avesse presentato un bellissimo progetto.
«Un si pole mia…» gli aveva detto bruscamente il dirigente dell’Ufficio Tecnico, il severo ing. Beccaccini.
Allora Nedo, che in vita sua aveva sempre fatto come gli pareva e nessuno gli aveva mai detto nulla, senza chiedere niente al Comune, pensò bene di ampliare direttamente la casa, facendo costruire alla zitta una bella sala sul dietro dove questa non poteva esser vista dalla strada.
La sala riuscì molto bene, carinissima, e non passò settimana da allora senza che ci si facessero pranzi e festicciole in famiglia, spesso anche coi parenti che venivano ogni tanto a trovare Nedo dall’Olanda.
Passò un anno, ne passò un altro, e arrivò così il Piano casa di Berlusconi che permetteva l’ampliamento del 20% di tutte le abitazioni esistenti.
Il tecnico di Nedo, un archeometra molto furbo e sportivo, corse a casa sua e gli annunciò trionfante: «Ora quella sala in più si pole fare regolare. Se la chiedi in Comune, te la devono dare»
«Bene perdinci… Però, ora che ci penso, io l’ho già fatta. Che mi diranno?» Gli rispose Nedo.
«Eh già, è vero» convenne il tecnico. «Bisognerebbe demolirla alla zitta, e poi dopo chiedere il permesso e ricostruirla; così diventerebbe, diciamo così, regolare.»
«Siee demolirla! Col cavolo… Un ci penso nemmeno, con tutto quello che m’è costata…»
«Mmm…» Pensa che ti pensa, all’archeometra gli venne un’idea geniale. «Sai una cosa? Forse si potrebbe provare a chiederlo lo stesso, però bisognerebbe non far vedere che l’ampliamento lì c’è di già, bello finito e palluto.»
«E come si può fare?» Gli chiese stupito Nedo.
«Bisognerebbe, nella domanda, dire che lì dietro non c’è niente, ma ancora solo il giardino coll’erbetta»
«Ma in Comune un le vogliono anche le foto?»
«Eh già, quello è un bel problema, ma si guarderà di fare delle inquadrature dove un si veda un tubo, o mascherando la sala con delle frasche, e se nu è proprio possibile si guarderà di far qualche ritocchino a qualche foto.»
«Boh, se te la senti, per me va bene… Allora vedi di presentare sto progetto, e mi raccomando acqua in bocca con tutti.»
Detto fatto. Il tecnico mise subito mano al progetto, dimostrando tutta la sua perizia tecnica, grafica e fotogrammetrica. Il proprietario lo firmò e così fu presentato in Comune.
In Comune il progetto fu assai apprezzato per la sua ricchezza di elaborati e di allegati, e in Commissione edilizia fu approvato senza problemi. Però, poco prima che fosse rilasciato il permesso, il diavolo ci mise la coda.
Com’è, come nuè, il vicino rompicoglioni che ai suoi tempi, mentre Nedo edificava alla zitta, gli avevano bocciato un progetto analogo perché… «un si pole», e quell’ampliamento abusivo lì accanto gli era sempre rimasto sul gozzo, saputo di questo bel progetto di regolarizzazione a posteriori, decise che era davvero troppo e, fotografata la sala abusiva, portò le foto del vero stato di fatto del giardino di Nedo, in Comune.
Nel Comune di Frittole ci fu un bel po’ di baraonda e molte cadute dal pero. Siccome Nedo era molto conosciuto in paese e lo scandalo montava, l’ing. Beccaccini, senza porre tempo in mezzo, emise subito una rigorosissima ordinanza di demolizione e di rimessa in pristino del giardino di Nedo, con obbligo, una volta demolito l’abuso, di rimettere anche l’altalena e lo scivolo arrugginito per i bimbi, che c’erano prima.
Nedo, fumante come una rosticciana, ma sollecitato dal suo tecnico che si sentiva un po’ prudere dappertutto, decise, per evitare guai peggiori, di demolire subito tutto, ma, prendendo esempio da quanto fatto dagli egiziani col tempio della diga di Abu Simbel, fece affettare la sala in blocchi precisi e numerati che provvide poi a stivare ordinatamente in un magazzino della sua fabbrichètta di sottaceti, poco lontano.
Appena eseguita lo smontaggio Nedo, con la sua notevole e proverbiale faccia tosta, sollecitò al Comune la conclusione della pratica di ampliamento, che nel frattempo era stata sospesa.
Il Comune si trovò un po’ in imbarazzo. Era un caso nuovo e assai strano. Che fare? Mumble mumble…. Finalmente sia l’assessore che l’ing.Beccaccini concordarono sul da farsi: chiedere non una, ma due consulenze esterne: a un architetto e a un avvocato, famosi esperti di urbanistica. Trovata davvero geniale e del tutto inedita!
Dopo solo un giorno e mezzo dall’incarico e diecimila euro ciascuno di compenso, pagato sull'unghia, i due illustri professionisti risposero così al non difficile e anzi direi elementare quesito:
1) La pratica, viziata dalla presenza di molteplici elaborati sia non rispondenti al vero, che eccessivamente incipriati, era irrimediabilmente compromessa in radice e andava quindi cestinata immediatamente, altro che riprenderla in mano e concluderla. Ma cosa stavano aspettando?
2) Il codice penale dagli articolo 476 in poi e specialmente dal 481 al 483, prevede alcune fattispecie che ogni pubblico ufficiale o equiparato, quando ci si imbatte, è tenuto obbligatoriamente a segnalare a chi di dovere e anche agli ordini. Ma cosa stavano quindi aspettando?
Nel Comune di Frittole presero molto sul serio queste pesanti risposte dei due esperti consulenti esterni, e agirono subito di conseguenza. Ovviamente sia Nedo che il suo archeometra, rimasero molto amareggiati. Ma l’avevano fatta un po’ troppo grossa e così si dovettero rassegnare a pagarne il fio.
L’anno seguente, scontata la sua pena, Nedo, indomabile, tornò alla carica richiedendo l’ampliamento, questa volta con tutti gli elaborati precisini, precisini, e in perfetta regola. E così questa volta ottenne il permesso senza problemi. Ricostruì la sua bella sala e poté ricominciare le sue festicciole con amici e parenti.
Dopodiché Nedo visse una serena vecchiaia, sempre felice e contento.

La morale di questa vecchia storia di paese ci riporta alla legge del Menga. Dove si dimostra cioè che la virtù è sempre e comunque premiata.


Storie di ordinaria malasanità
IL MEDICO PIETOSO FA LA PIAGA PURULENTA.
- - - - -
Il bubbone era diventato talmente gonfio e maleodorante che tutto il personale ospedaliero, pur non avendo - nessuno di essi -il coraggio di operarlo, aveva ormai il terrore che scoppiasse spontaneamente e nel momento più sbagliato, magari nella bella stagione, con migliaia di pazienti (mica tanto) olandesi nauseati e inferociti all’assalto del nosocomio coi forconi.
Meno male che un coscienzioso cittadino, passando per caso di là, si è accorto di quell’enorme ascesso che stava andando in cancrena e, sfoderato il suo coltellino svizzero, con un taglio deciso e tempestivo, l’ha inciso, provocando al paziente un notevolissimo dolore, e anche un po’ di infezione, ma salvandogli probabilmente la vita.
Ora, lentamente, è iniziata la convalescenza, sotto antibiotici, lunga e problematica, ma che non dovrebbe avere ricadute.
I medici e gli infermieri dell’ospedale, passata la paura dei primi convulsi momenti, pur rendendosi conto che, professionalmente, la figura fatta era stata davvero pessima, sono tuttavia per la maggior parte, perlomeno sollevati dal fatto di non dover più convivere con quell'enorme tumescenza e con quello sgradevolissimo odore.
La figura forse peggiore l’hanno fatta però quei rinomati luminari, sia del posto, che venuti da Livorno e da Firenze, che chiamati a un consulto, avevano presentato alla direzione dell'ospedale una relazione, con strane foto, sostenendo che quell’enorme bubbone, fosse solo un innocuo eccesso di grasso sottocutaneo dovuto ai pranzi abbondanti, ma niente affatto patologico e privo di alcun pericolo, eliminabile con qualche semplice pratica non inVASiva. Pare che l’Ordine dei medici ora ci voglia vedere chiaro.

sabato 13 agosto 2016

La Tinozza chiede l'autonomia - Il popolo lo chiede all'ARPAT


Prendendo spunto dalle recenti affermazioni del sindaco circa la tranquilla balneabilità della Tinozza, facciamo il punto su alcune particolarità di quella zona di mare sulla base dei dati SIRA – ARPAT che sono quelli che determinano ufficialmente la balneabilità o meno di una spiaggia.
.
Nell’immagine sotto si vede la zona Arpat “San Vincenzo Centro sud” che è quella che ci interessa.
.
La spiaggetta di via Elba, subito a sud del porto fa parte di questa zona, anche se la sua acqua per circa metà ricade in zona permanentemente non balneabile. E’ singolare che chi fa il bagno in quella spiaggia, fino a venti-trenta metri dalla riva lo fa in acqua perfetta e balneabile, ma se si spinge oltre, finisce in acqua forse inquinata e comunque non balneabile. E il bello è che le due acque sono rigidamente separate e non si mescolano mai fra di loro.
.
Il resto della zona “San Vincenzo Centro Sud” si estende poi a sud fino alla fine degli ombrelloni del Delfino.
Come si vede il punto di prelievo periodico Arpat  o  è esattamente di fronte al Delfino.
Fino a tre anni fa questo punto poteva essere considerato (con un po’ di elasticità mentale) abbastanza rappresentativo dell’intera zona. 
Ora invece, dopo la realizzazione della scogliera sommersa di pochi centimetri, la tinozza che si è formata è ormai nettamente separata dal resto della zona ARPAT. Pertanto il prelievo davanti al Delfino non ha ormai più nulla a che vedere con le condizioni dell’acqua della tinozza.
Cioè se per assurdo un autospurgo di notte andasse abusivamente a vuotare la sua botte in uno dei vecchissimi fognoli abbandonati che ancora recapitano nella tinozza, il liquame resterebbe là confinato, e se anche la mattina dopo ci fosse il prelievo ARPAT (di fronte al Delfino), questo prelievo non potrebbe rilevare nulla di anomalo e quindi la tinozza, nonostante lo sversamento,  resterebbe, come dice il sindaco, tranquillamente e legalmente balneabile.
.
Pertanto, visto l’avvenuto stravolgimento della morfologia di quella spiaggia è assolutamente indispensabile che l’ARPAT istituisca una zona aggiuntiva “San Vincenzo tinozza” con punto di prelievo all’interno della tinozza stessa.
.
Ho già segnalato con tutte le evidenti motivazioni tale urgente necessità alla SIRA. Ma sarebbe bene che anche il Comune si facesse parte diligente e chiedesse, pretendesse, tale indispensabile adeguamento dei controlli.



sabato 5 marzo 2016

Miscellanea 2 - 2016

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hprofile-xfa1/v/t1.0-1/c8.0.50.50/p50x50/183600_184717394898241_3009949_n.jpg?oh=88dbf3a2ecde41ee8543e4ea8bf82eca&oe=5762A929

IL DIRIGENTE, motu proprio, PROROGA per cinque anni le CONCESSIONI BALNEARI di San Vincenzo.
- - -
Con determina n. 110/2016 il dirigente geom. Filippi
Dopo aver citato varie disposizioni fra le quali una nota della Regione Toscana nella quale si dice che:
“La proroga in esame POTRA’ (non dovrà) essere formalizzata con l'adozione di un atto di natura ricognitivo/dichiarativa,"
 
HA DECISO di prorogare le concessioni balneari di San Vincenzo per cinque anni, fino al 2020, predisponendo l’apposito atto con il quale nei prossimi giorni, tale decisione sarà formalizzata.
Il dirigente nelle premesse da atto anche della IMMINENTE SENTENZA della Corte di Giustizia Europea che potrebbe (come chiesto dal Procuratore Generale) dichiarare illegittime tutte le proroghe INCAUTAMENTE concesse. Riservandosi in quel caso la possibilità di revocare la proroga appena concessa.
Si nota che la determina non appare preceduta, come di solito avviene, da una delibera di Giunta che sembra non si sia pronunziata sul tema. Forse per comprensibili ragioni di opportunità.
Si fa presente che nel caso la sentenza (questione di settimane, se non di giorni) della Corte di Giustizia, dichiarasse illegittime le proroghe, la loro revoca (dopo pochi giorni dalla concessione) potrebbe scatenare plurime RICHIESTE DI RISARCIMENTO milionarie nei confronti del Comune.
IN QUEL CASO CHI PAGHEREBBE?
.
Visto che la Giunta non si è pronunziata e visto che la proroga è una possibilità e non un obbligo, e la sentenza è attesa ad horas, non sarebbe più GIUDIZIOSO aspettare la sentenza?
Domanda ingenua di un ignorante in materia.

.

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hprofile-xfa1/v/t1.0-1/c8.0.50.50/p50x50/183600_184717394898241_3009949_n.jpg?oh=88dbf3a2ecde41ee8543e4ea8bf82eca&oe=5762A929

DEMOLIZIONE VOLUME ex cucina della CITTADELLA
PUNTINI SULLE i.
- - - -
Ora pressoché tutti danno ormai per pacifico e scontato
 
1) che ci sia stata una demolizione (e la cosa appare palesemente evidente)
2) che la porzione di immobile demolito fosse stata realizzata abusivamente (e qui non mi posso pronunziare per mancanza di informazioni)
Addirittura l’assessore all’urbanistica, nell’articolo sul giornale (vedi fotografia):
 
1) Prende in seria e quasi scontata considerazione che ci sia stato un abuso edilizio e comunque non contesta affatto quest’ipotesi pur “sbandierata sui quotidiani e sul social network”.
 
2) Dice inoltre che in caso di precedente abuso edilizio il responsabile potrebbe sempre “di sua spontanea iniziativa ripristinare lo stato di fatto iniziale”.
 

3) Attribuisce implicitamente il dovere di vigilanza sugli abusi edilizi a tutti in egual misura, che siano semplici cittadini, pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio, responsabili comunali della vigilanza edilizia. Infatti non si chiede come mai quel presunto abuso non sia saltato agli occhi dell’organo comunale di vigilanza, ma si chiede invece come mai non l’abbiano scoperto i membri di AS che alla Cittadella fecero due incontri, fra l'altro senza cene e con quelle stanze chiuse a chiave.
.
Esaminando le tre questioni nell’ordine:
1) Se davvero il volume demolito fosse stato realizzato senza il prescritto permesso, si ricadrebbe nell’ipotesi di illecito di cui all’art. 44, comma 1, lettera b, del DPR 380/2001. (vedi fotografia)
2) Anche in caso di demolizione “di spontanea iniziativa” è comunque necessaria la presentazione di una SCIA
3) I comuni cittadini (anche gli aderenti ad AS), ammesso che possano rendersi conto degli abusi edilizi, non hanno alcun dovere legale di denunciarli alle autorità. Questo dovere ce l’hanno invece gli incaricati di pubblico servizio, i pubblici ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria. Dovere che è disciplinato dal codice penale (vedi fotografia)
.
Quindi se le cose sono andate come ormai tutti danno per scontato, le autorità preposte, ora che inevitabilmente “sanno” quello che tutti i lettori dell’articolo hanno saputo, autorità che hanno i mezzi e le informazioni per sapere con certezza come le cose sono “veramente andate” (prima, durante e dopo), adotteranno ovviamente, celermente, come loro dovere, tutti i provvedimenti del caso, se dovuti.
Per vedere se ci saranno stati provvedimenti ed, eventualmente, quali, basterà consultare all’albo pretorio, i primi di marzo, l’elenco dei rapporti e ordinanze che il segretario comunale redige e spedisce mensilmente a tutti gli enti interessati. (vedi esempio in fotografia)
.
Questo è appunto quanto prevede la normativa vigente in materia.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.
Mi piace
Love

Rimigliano Giovanni Sanvincenzo
Rimigliano Giovanni Sanvincenzo Ho visto la luce....! La trasparenza...! La Glasnost...! Vedo l'erba oltre i vetri....
Questa trasparenza c'era all'inaugurazione (foto del maggio 2011) ed è rimasta fino all'ottobre del 2013, quando è andata perduta per cause ignote. D'altronde anche chi sapeva bene che quella trasparenza sarebbe dovuta rimanere, in questi due anni e mezzo non se ne è potuto certo accorgere, nascosta e rimpiattata com'era.
Ma tutto è bene quello che finisce bene. Ora la trasparenza è (quasi) tornata. C'è ancora di mezzo una paratia e un acquaio impacchettato, ma presto anche quei disturbi gravitazionali spariranno e così capiremo che non è mai successo nulla.
Era solo un brutto sogno. Succede quando si fanno spaghettate troppo pesanti, specie a mezzanotte!
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.

Rimigliano Giovanni Sanvincenzo
foto di Martina Nannelli.


https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hprofile-xfa1/v/t1.0-1/c8.0.50.50/p50x50/183600_184717394898241_3009949_n.jpg?oh=88dbf3a2ecde41ee8543e4ea8bf82eca&oe=5762A929

--------------------------------- Le Relazioni --------------------------------------
BANDINI: San Vincenzo: la città dei sassi, la Matera del mare. Un modello per tutti i comuni costieri. Ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare il ripascimento. Canta che ti pascia e poi ti ripascia.
RUSSO: San Vincenzo: posto di ristoro rinomato per luminari; cinque stelle su TripAdvisor. Specialità salsiccioni e tonni. Quanti ne abboccano da noi!
LOTTI: San Vincenzo: nuovo piano strutturale, finalmente l’ampliamento delle concessioni balneari. Tutta quella spiaggia libera in centro è una vera offesa al buongusto.
GIANNESSI: I balneari: soli, veri, unici e disinteressati difensori delle spiagge d’Italia. Ma per 2 milioni e mezzo a testa, sono anche disposti a fare spazio ai giovani.
BURATTI: Il subaffitto del Twiga: da Briatore un esempio virtuoso anche per San Vincenzo. Come moltiplicare per 100 il canone demaniale.
ANSELMI: La strenua battaglia della Regione contro il comunista Bolkenstein. Lotta senza quartiere per una breve proroga trentennale.
VELO: Finiamola con le poesie: la spiaggia deve essere la nuova fabbrica del XXI secolo. Basta con le improduttive spiagge libere portatrici di miseria e di degrado.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.

Inizio modulo

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hprofile-xfa1/v/t1.0-1/c8.0.50.50/p50x50/183600_184717394898241_3009949_n.jpg?oh=88dbf3a2ecde41ee8543e4ea8bf82eca&oe=5762A929


 “E’ COMINCIATA LA DEMOLIZIONE DELLA CITTADELLA”. 
Come mai? Cos è successo? Con tutti i soldi che quell’edificio era costato, ora si demolisce? E poi questa demolizione quando era stata decisa dal Comune? All’albo non se ne trova traccia.
 

Un vano di più di 16 mq, con le pareti trattate in bianco lavabile che, all'ultima cena, era perfettamente attrezzato a moderna cucina, come si vede dalle foto, è già stato da pochi giorni demolito ora non c'è più. Son rimaste solo le tracce evidenti su pareti e pavimento. Ma perché? Perché? E ora come si fa a far le frittatine? E il resto delle demolizioni, quando avverrà?
Quell’acquaio impacchettato di verde e rimasto a cielo aperto: che tristezza. Vi prego fermatevi!....
E poi, quando si demoliscono vani di proprietà pubblica è un impoverimento per tutti. E le motivazioni poi? Irrintracciabili e incomprensibili. Che storia….
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.


https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hprofile-xfa1/v/t1.0-1/c8.0.50.50/p50x50/183600_184717394898241_3009949_n.jpg?oh=88dbf3a2ecde41ee8543e4ea8bf82eca&oe=5762A929

Scoperto anche il progetto approvato per le ex scuole Fucini.
Ecco come saranno.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.

Inizio modulo


https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hprofile-xfa1/v/t1.0-1/c8.0.50.50/p50x50/183600_184717394898241_3009949_n.jpg?oh=88dbf3a2ecde41ee8543e4ea8bf82eca&oe=5762A929

BIBLIOTECA KAPUTT (e centinaia di migliaia di euro Kaputt)
Approvato il progetto definitivo di sloggiamento della Biblioteca per metterci una lussuosa sala consiliare più adeguata alla dignità e al "prestigio" dei consiglieri.
La Biblioteca era una delle poche cose giuste, al posto giusto del paese. Oltretutto ristrutturata da poco e non bisognosa di restauri.
Quindi andava necessariamente distrutta. Matematico!
Naturalmente sloggiate anche tutte le preziose sale multimediatiche e salette varie per metterci l'attrattivo Ufficio Entrate.
Tanto per rivitalizzare un centro sempre più morto. La destinazione ideale. La sera attirerà centinaia di giovani e darà un certo tono a tutta la zona! Bravi.
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.

Inizio modulo


Rimigliano Giovanni Sanvincenzo
Rimigliano Giovanni Sanvincenzo E queste sono le demolizioni (gialle) e i nuovi muri (rossi) in un palazzo da poco ristrutturato e ora risbudellato a suon di centinaia di migliaia di euro, per peggiorare la vivibilità del centro del paese.Una piazza che da dopo pranzo e la sera sarà ancora più morta di ora. Che è tutto dire!
foto di Rimigliano Giovanni Sanvincenzo.