giovedì 29 dicembre 2011

Storie di paese - 1

La Politica  (prima puntata)

Qui si narra di un piccolo paese di 6 mila anime e delle storie modeste che vi si svolgono. Piccole storie di paese che però fanno emergere quelle doti che è più facile trovare nei piccoli luoghi di provincia anziché nelle grandi città. Doti come la Coerenza, la Trasparenza, il Senso dell’ Opportunità, la Sensibilità personale, la Sincerità, il Senso morale, la Lealtà, il Disinteresse, l’Imparzialità.

Le prime 10 storie. Altre seguiranno:
1) PROMESSE DA MARINAIO
2) FIGLIUOL PRODIGO 1
3) FIGLIUOL PRODIGO 2
4) FIGLIUOL PRODIGO 3
5) LA SUPERIORITA’ MORALE della SINISTRA (l'arrosto)
6) CADUTO DAL PERO
7) LE SELVAGGE TURBOLENZE DI RIMIGLIANO
8) FOLGORATO SULLA VIA DI RIMIGLIANO (Brividi)
9) VERITA’ VO CERCANDO
10) AGORAFOBIA (Horror vacui)
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1 - PROMESSE DA MARINAIO
Conversazione svoltasi sul blog “Il cittadino” il 17 e 18 giugno 2009 fra il dottor Morte ed un certo signore Bandini A.
17 giugno 2009 21:33
Dottor Morte ha detto...
EUTANASIA di un BLOG
Il blog del PD, preso atto che molte critiche risultavano scomode e che gli interventi dei propri aderenti erano pressoché inesistenti, ha preferito chiudere malinconicamente i battenti.
E'sempre una sconfitta per la Democrazia quando un luogo di discussione pubblico e aperto come un blog viene chiuso senza altre motivazioni che quelle di tacitare opinioni non in linea con la proprietà.
D'altronde pur con le sue manchevolezze il blog del PD aveva avuto in questi pochi mesi oltre 12.500 pagine visitate, con un massimo giornaliero di 580 visite il 14 di maggio scorso.
Quindi la sua chiusura, oltre che non motivata, risulta incomprensibile, se non, appunto, per il motivo dell'insofferenza verso le critiche.
L'atteggiamento è lo stesso (identico) di quel capogruppo di maggioranza, ora assessore all'urbanistica, che di fronte alle critiche del capogruppo dell'opposizione, da in ismanie, si tappa gli orecchi, legge il giornale, esce a fumare.
Che il webmaster suicida sia la stessa persona? Chissa!

18 giugno 2009 23:07
Bandini A. ha detto...
Stai pure tranquillo Dottor Morte... la democrazia non finisce se viene chiuso un blog, aperto per le elezioni amministrative, e chiuso successivamente con l'impegno, dichiarato, di aprire un sito web dove chiunque potrà continuare a dire la sua. Credo che se c'è dell'insofferenza, ma spero che non sia così, non derivi dalla riconferma da parte dei cittadini di San Vincenzo verso la nostra credibile linea politica che abbiamo adottato in questi anni. Ribadisco inoltre, come ho già scritto nel blog, che non mi appassionano discussioni o interventi fatti in modo anonimo, spesso offensivi e poco costruttivi; mi piace il confronto diretto su scelte serie per il bene del paese. Il mio atteggiamento così descritto da te come caratterizzato da ismanie... sorge spontaneo quando in una sede istituzionale si propone al Consiglio Comunale una mozione firmata dai consiglieri del forum con la proposta di chiamare il nostro paese "San Vincenzo Sales"... credo sia una mancanza di rispetto verso i cittadini elettori e la stessa istituzione.
Tengo a precisare che in qualsiasi ruolo politico o istituzionale, io sarò sempre disponibile a confrontarmi con chiunque... sempre che sia portatore di idee costruttive per il bene di San Vincenzo. Permettimi una battuta, solo lo pseudonimo con cui ti firmi porta a fare i dovuti scongiuri!

Caro webmaster Bandini A., sono esattamente due anni e mezzo (trenta mesi) che attendiamo fiduciosi che lei mantenga la sua promessa (impegno dichiarato) di riaprire un sito web del PD dove ognuno possa continuare a dire la sua ….
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2 - 3 - 4 - FIGLIUOLI PRODIGHI
A San Vincenzo le persone di larghe e variopinte vedute sono sempre apprezzate specie dall’attuale maggioranza che, caritatevole, è sempre pronta ad accogliere le pecorelle smarrite che hanno vagato per pascoli che noi non avremmo mai neppure voluto avvicinare.
Quando, tornati all'ovile,  bussano alla porta della maggioranza, vengono subito abbracciati e insediati nei posti migliori. E quando chi è sempre stato obbediente e fedele, si rammarica di venir scavalcato, il suo sindaco gli dice: figliolo, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisogna far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.......... Alleluia!
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2
Massimo Nannelli
nel 1995 eletto Consigliere Comunale a San Vincenzo nella lista Progetto 2000 (Centro destra, Polo delle Libertà)
nel 1999 eletto Consigliere Comunale a San Vincenzo nella lista Progetto 2000 (Forza Italia, Polo delle Libertà)
Consigliere provinciale 1999-2004 di Forza Italia a Livorno.
nel 2004 Candidato sindaco di San Vincenzo per la lista Cambiare San Vincenzo (Centro destra, Polo delle Libertà)
Oggi
2009-2014 - Fa parte (come PSI) della Giunta Biagi (Partito Democratico)
Assessore a: turismo e attività produttive
tel. 0565 707221
Orario di ricevimento:
martedì e venerdì 10.30-12.30
Una novità c’è stata invece per quanto riguarda il nuovo porto turistico. Secondo quanto riportato dai giornali, la SALES ha offerto all’ex sindaco Roventini la presidenza della società che costruirà e gestirà il porto. Così la SALES ha presentato il suo biglietto da visita. Anziché tranquillizzare i cittadini sull’impatto che i lavori avranno sulla vita del paese, preferisce coinvolgere nella sua attività un ex sindaco. Una simile mossa non può che essere preoccupante.
Settembre 2005 - Massimo Nannelli - Francesco Michelotti - Silvano Benvenuti 
P.S. Negli ultimi tempi, abbiamo avuto sentore che, certamente in modo non disinteressato, ci si diletta ad ipotizzare futuri sconquassi all’interno del nostro gruppo consiliare. Avvisiamo i nostri sostenitori di stare tranquilli perché abbiamo una profonda allergia nei confronti dei ribaltoni e perciò l’impegno preso nel 2004 lo riteniamo valido e vincolante fino alla scadenza del mandato.
Giugno 2006  - Massimo Nannelli - Francesco Michelotti - Silvano Benvenuti
Ma la notizia più bella è che il Comune ha scoperto di avere pochi dipendenti ed ha quindi deciso di darsi un organico di ben 117 persone. Sarà interessante vedere come sarà giustificata in dettaglio una simile ipotesi organizzativa che è scandalosa dal punto di vista gestionale ed economico, ma che forse rappresenta una mossa pre-elettorale pagata come al solito da “Pantalone”.
Dicembre 2007 - Massimo Nannelli - Francesco Michelotti - Silvano Benvenuti
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3
Fabio Camerini
nel 1999 eletto Consigliere Comunale a San Vincenzo nella lista Progetto 2000 (Forza Italia, Polo delle Libertà)
Oggi
2009-2014 - Fa parte della Giunta Biagi (Partito Democratico)
Vicesindaco e Assessore a: pubblica istruzione, cultura ed eventi istituzionali.
tel. 0565 707215
Orario di ricevimento
Su appuntamento (tel. 0565 707201 - 707232)
L'unico gruppo consiliare ancora intatto, forte, coeso, unito, non disponibile a compromessi, é il nostro: FORZA ITALIA é anche questo. Una garanzia di serietà verso tutti coloro che ci hanno dato il loro voto.
Ottobre 2000 - Paolo Foti  - Fabio Camerini, - Leonardo Favilli
Quello che è avvenuto il 28 giugno, quando non si effettuò il Consiglio Comunale facendo mancare il numero legale dei Consiglieri Comunali con l’accordo tra la maggioranza (ma non la Margherita) e il centro-destra, è stato indecente per chi lo ha ideato e condotto e rimarrà una macchia vergognosa e incancellabile del suo percorso politico.
Settembre 2006 - Fabio Camerini
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4
Paolo Foti
Ieri
Coordinatore provinciale di Forza Italia,
nel 1995 e 1999 Candidato sindaco di San Vincenzo per Progetto 2000 (Forza Italia, Polo delle Libertà)
Oggi
Componente della segreteria della Federazione del Partito Democratico di Piombino responsabile regionale del settore turismo
Membro del consiglio direttivo del PD di San Vincenzo
Sostiene Bersani in quanto “uomo del fare”, (come diceva di essere anche l’asfaltato buonanima. N.d.r.)
Orario di ricevimento; sconosciuto
Telefono: riservato
L'unico gruppo consiliare ancora intatto, forte, coeso, unito, non disponibile a compromessi, é il nostro: FORZA ITALIA é anche questo. Una garanzia di serietà verso tutti coloro che ci hanno dato il loro voto.
Ottobre 2000 - Paolo Foti - Fabio Camerini, - Leonardo Favilli
Noi non abbiamo bisogno né di mutamenti di rotta nè di dissociarci da alcun passato. Siamo semplicemente convinti che, se coloro che nel passato hanno pesantemente criticato le posizioni dell’amministrazione comunale vogliono dei veri cambiamenti, non potranno ottenerli affidandosi a chi ha fatto critiche di facciata perseguendo però l’obiettivo di associarsi alla struttura di potere. E’ su questo che invitiamo i cittadini a riflettere rilanciando quella vecchia espressione che diceva : “Meditate gente, meditate”.
Aprile 2004 - Gruppo Consiliare FORZA ITALIA - Paolo Foti – Leonardo Favilli
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5 - LA SUPERIORITA’ MORALE della SINISTRA (l'arrosto)
Istruttiva conversazione svoltasi sul blog “Il cittadino” il 9 gennaio 2009 fra l’ex sindaco Carlo Alberto Roventini ed il signor Perplesso.
09 gennaio 2009 ore 00:16
Carlo Roventini ha detto...
Cari Signori,
ho avuto solo oggi la possibilità di leggere il Vostro blog.
Mi è stato suggerito da un compagno del Partito Democratico. Non fate una buona politica a scrivere tutte quelle insinuazioni sul mio conto.
Non rispondo per Voi, non ce ne sarebbe bisogno, voi avete bisogno del diavolo per poter fare la politica che state facendo, ed allora una volta il Sindaco Roventini, oggi il Sindaco Biagi rappresentano per Voi gli obiettivi primari da cercare di distruggere. Ovviamente non ci riuscite politicamente, ed allora giù esposti, ricorsi, maldicenze nel tentativo, vano anche questo, di procurare qualche lacerazione all'interno della Amministrazione e/o all'interno del nostro partito.
Tempo sprecato.
Oramai Vi conosciamo noi e vi conoscono molto bene anche i cittadini di San Vincenzo; tanto fumo e poco arrosto. Quella del tanto fumo è la Vostra forza, la Vostra debolezza però è l'arrosto che non avete ancora assaggiato.
E non l'assaggerete perchè i comportamenti, le azioni, che state portando avanti,sono propedeutiche a fare opposizione a vita.
Ma questo è un problema Vostro, contenti Voi contenti tutti.
Per quanto invece riguarda le maldicenze sulle mie scelte fatte dopo un anno che avevo smesso di fare il Sindaco, questo è un problema mio, ma se continuate diventerà anche Vostro.
Vedete avete contribuito anche Voi a fare, a mio giudizio, una polemica abbastanza condivisibile nel merito anche se nel metodo lasciava a desiderare.
Ed era quella degli "incarichi politici" a politici non più impegnati attivamente nelle Amministrazioni o nei Partiti.
Si stava vociferando di "casta" anche ai nostri livelli.
Quei primi cinque/sei mesi che su proposta dei Comuni della Val di Cornia, sono stato all'ASA ,devo onestamente dire che li ho vissuti con difficoltà.
Anche perchè quando si stava per fare il mio nome per andare in Provincia,nella legislatura 2004/2009 rifiutai dicendo che consideravo la Provincia come un "cimitero degli elefanti" per un Amministratore che aveva fatto per 16 anni il Sindaco.
Quindi niente Amministrazioni pubbliche, perchè pensavo e penso che dopo 35 anni di attività politica ed amministrativa pubblica una persona ha dato abbastanza.
A metà 2005 ho incontrato per caso sul porto l'ing. Loriano Zambernardi con il quale abbiamo iniziato a parlare dei problemi legati al progetto del porto che conoscevo benissimo, e che poi sono stati realizzati.
Alla fine della nostra discussione, credendo che gli fossi utile, sopratutto come persona residente in loco per tutte quelle attività che richiedevano una presenza giornaliera, visto che Loro abitavano a Roma, mi chiese se potevo dargli una mano, visto che ero anche un buon conoscitore del progetto e delle procedure seguite dalla Amministrazione.
Dopo un mese, dopo aver parlato con tutte le persone che avevo ritenuto necessario parlare, ho accettato, nonostante alcuni consigli di amici veri e di pseudo amici che mi sconsigliavano.
Se per assurdo la cosa mi fosse capitata dopo la esperienza di oggi: la rifarei e con più convinzione perchè:
1) Sono convinto di essere una persona libera e in quanto tale, nei limiti e nei metodi previsti dalle leggi vigenti, posso fare ciò che voglio, sopratutto perchè ho la coscienza ha posto, la notte dormo tranquillo e non chiedo niente a nessuno, tantomeno al pubblico.
2) Sapevo benissimo che accettando l'incarico di Presidente della Marina di San Vincenzo mi sarei esposto a rischi di maldicenze, era messo nel conto che alcuni "corvi" potessero gracchiare veleno. Ma se questi atteggiamenti non mi facevano nè caldo e nè freddo quando ero Sindaco; figuriamoci ora.
3) A metà 2006 ho dato le dimissioni da Presidente della Marina di San Vincenzo per motivi miei personali che niente hanno a che vedere con il lavoro che svolgevo in azienda.
4) Ancora oggi continuo ad operare non come consulente, ma come rappresentante in loco di una direzione politica aziendale che si trova a Roma.
Una grande opera come quella della costruzione del porto ha bisogno di costanti contatti con tutti, e sono tanti ,i responsabili dei procedimenti.
E questo è tutto. A, mio giudizio, voi vedete in giro del marcio solo perchè vi fà comodo, e come qualcuno ha già detto, non sapreste su cosa altro sparlare.
Ma non datevi troppa pena tra poco comincerà una nuova discussione sul nuovo Piano Strutturale così avrete modo di trovare altri argomenti sui quali rovesciare i vostri strali che mi auguro abbiano almeno un pregio: quello di essere nuovi.
E poi potete anche continuare a fare finta di arrabbiarvi e dire cattiverie, altri cinque anni di opposizione non ve li può levare nessuno. A risentirci
ROVENTINI CARLO

09 gennaio 2009 10:16
Perplesso ha detto...
Egregio signor Roventini,
Prendo atto di quanto da lei detto nel commento qui sopra.
Comprendo anche il tono risentito che può essere giustificato da alcune espressioni inappropriate usate da alcuni commentatori (connotato questo pressoché inevitabile nei blog).
Nel merito, non mi pare che qualcuno abbia affermato seriamente che nel suo ruolo di presidente della Marina di San Vincenzo e successivamente di suo rappresentante in loco, ci fosse "del marcio". Certamente non io.
Il problema è un'altro, e se qualcuno non ha la sensibilità di capirlo, è difficile potersi intendere. Come avrebbe detto Don Abbondio: la sensibilità, se uno non c’e l’ha, non se la può dare.
Il problema, dicevo, è che nel momento in cui la presidenza della società privata di gestione del porto viene affidata all'ex-sindaco (padre politico di tutta la pratica porto) è inevitabile che i cittadini (non i "corvi", ma la generalità dei cittadini) riceva l'impressione che dietro questa inaspettata nomina possano esserci motivi di gratitudine passata o di "captatio benevolentiae" futura.
Questa impressione è sicuramente sbagliata e non giustificata da fatti concreti, ma è inevitabile, e lei, da cittadino del paese, lo può benissimo comprendere.
In questi casi la superiorità morale della sinistra, che io, nonostante tutto continuo a sostenere, impone di non accettare questi incarichi per motivi di evidente OPPORTUNITA'.
Nessun obbligo, nessuna violazione di leggi vigenti. Solamente SENSIBILITA' PERSONALE.
Tutto qui.
Perplesso

Certo, la "questione morale" non è più di moda. Qualcuno ricorda ancora Berlinguer ? Forse qualcuno di quei pochi che, come direbbe elegantemente Roventini: "l'arrosto non l'hanno ancora assaggiato".
Altri che invece l'arrosto l'hanno non solo assaggiato, ma  mangiato a quattro palmenti, la questione morale l'hanno proprio rimossa dalla loro coscienza.
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6 - CADUTO DAL PERO
Arch. Stefano Giommoni
Progettista delle Varianti al Piano strutturale ed al regolamento Urbanistico di Rimigliano e progettista del nuovo Piano Strutturale di San Vincenzo 2020
Così scriveva nella Relazione e confermava a più riprese insieme al sindaco Biagi nelle conferenze pubbliche, e nelle interviste, dal 2006 al 2011.
Relazione della variante al Piano Strutturale di Rimigliano
Pag. 91
Dall’anno 2000, il Parco di Rimigliano, sotto il profilo giuridico ha assunto la valenza di un’area naturale di prevalente interesse locale (ANPIL), secondo la disciplina della normativa regionale ancora oggi vigente.
Pag. 166
Il sistema della rete dei percorsi della mobilità alternativi si accompagna e si completa con la scelta dell’ampliamento dell’ANPIL di Rimigliano, e la sua estensione a monte della Strada della Principessa.
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In realtà, come tutti sanno, come risulta dalla classificazione ufficiale regionale, come verbalizzato decine di volte in Consiglio Comunale dal 2006 al 2011, dal consigliere Bertini e come riaffermato finalmente, con irritato tono di diffida, dalla Regione in sede di osservazione alla variante al RU, RIMIGLIANO NON È E NON È MAI STATO ANPIL.
Finalmente nel 2011 progettista e Comune si sono improvvisamente accorti che l’ANPIL non c’era e quindi hanno affidato all’Ente Parchi della Val di Cornia, l’incarico di fare (con calma però) tutte le pratiche, che il Comune non ha mai voluto fare, per la classificazione di Rimigliano (solo a mare? non si sa) fra le Aree Naturali Protette di Interesse Regionale ANPIL.

Ci hanno messo solo 5 anni ad accorgersene! Che anime candide!
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7 - LE SELVAGGE TURBOLENZE DI RIMIGLIANO
Meditazione apparsa sul blog SanvincenzoPD il 22 aprile 2009.
22:03, Apr. 22, 2009
Posted by Elisa Giannini
Indubbiamente Rimigliano è un luogo bellissimo con un'atmosfera meravigliosa, io lo preferisco in inverno perché in realtà il mare in sé non mi piace molto, forse proprio perché troppo selvaggio con le sue acque turbolente.... Io credo che le opere che sono state fatte o progettate all'interno del parco serviranno per arricchirlo e non per deturparlo e verranno sicuramente studiate nell'ottica della bioedilizia. Ognuno di noi, però, ha un suo punto di vista, quindi ciò che piace ad uno può non piacere ad un altro, io credo che Biagi cerchi di ascoltare tutti i pareri ed analizzare le ipotesi da tutti i punti di vista per trovare le soluzioni migliori. Le sue opere sinceramente fino ad oggi mi hanno reso sempre più orgogliosa di essere una San Vincenzina.

Effettivamente Biagi (detto anche Ramsete II) sarà perennemente ricordato per le sue grandi opere. Sicuramente, assieme al suo predecessore Roventini (campione indiscusso), il più grande sindaco cementificatore di San Vincenzo.
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8 - FOLGORATO SULLA VIA DI RIMIGLIANO  (Brividi)
Franco Guidoni
Giunta Biagi (Partito Democratico) 2009-2014
Assessore a: bilancio, personale, innovazione tecnologica, statuto, brividi e regolamenti
tel. 0565 707242
Orario di ricevimento
Su appuntamento (tel. 0565 707242)

"A questo punto mi è venuto un brivido di freddo.
Che aspetto avrà San Vincenzo quando avremo il nuovo porto, il mezzo chilometro di fabbricati dell’albergo di Rimigliano, le villette trasformate in “residence” di quattro piani, ecc. ecc. e gli altri 100.000 metri quadri di pavimenti previsti dal nuovo piano regolatore?
Tutto questo avviene mentre i paesi a noi vicini, per le loro scelte, raccolgono riconoscimenti e bandiere blu, mentre noi restiamo in fondo a queste classifiche che certificano la qualità.
Il nostro futuro dovrà essere ancora seconde case, cemento … oppure qualità, qualità, qualità ?"

Così scriveva Franco Guidoni nel novembre 2003 (giornalino del Comune)
Poi nel 2010 e 2011, dopo sette anni e migliaia di metri cubi di nuove costruzioni realizzate nel frattempo a San Vincenzo, da assessore della giunta Biagi, ha appoggiato l'approvazione di 6.000 mq di nuovo albergo, la demolizione di oltre 7.000 mq di edifici storici e la realizzazione di oltre 7.000 mq. di nuovi edifici a Rimigliano. Stavolta, senza alcun brivido di freddo.
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9 - VERITA’ VO CERCANDO
Assessore Bandini ha detto:
La Nazione 8.12.2011
«A Rimigliano si recupera, non si demolisce niente»
"... Bandini spiega che il progetto non prevede quelle che si afferma nella mozione del Pdl: Non si demolisce, ma si recupera ..."
Cosa dice invece il Regolamento Urbanistico appena approvato:
Totale superfici (dei nuclei poderali) demolite e ricostruite altrove come edifici a schiera. mq 7.389.
Senza contare gli oltre 3.000 mq. di volumi e pseudo-volumi, sparsi per la tenuta da demolire e ricostruire altrove come edifici agricoli (residenze e annessi).
Quindi dai 7,4 ai 10 mila mq. di edifici demoliti. Mica bazzecole.

Caro assessore Bandini, se ci racconta queste spassose spiritosaggini, noi ci si può anche ridere sopra, ma poi in futuro come facciamo a fidarci?
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10 - AGORAFOBIA (Horror vacui)
Dice l'architetto Giommoni: Questa città si è diffusa troppo: Ricompattiamola! Come, demolendo gli eccessi? NO! riempiendo di edifici ogni vuoto rimasto.
SAN VINCENZO 2020 - REVISIONE GENERALE DEL PIANO STRUTTURALE
Delibera C.C. n. 55 del 23 giugno 2008
Delibera C.C. n. 10 del 2 marzo 2009
(Relazione del progettista) – Edizione commentata  (in corsivo arancio)
"... A questo proposito è necessario una prima valutazione sui risultati e sugli effetti delle previsioni del Piano Strutturale vigente.
E’ ancora in corso un fenomeno di trasformazione dei suoli agricoli immediatamente posti a ridosso della città che ne ha snaturato (chi l'ha permesso, caro architetto ?) i caratteri propri della ruralità. Abbiamo assistito al proliferare di fenomeni edificatori (chi ha permesso che proliferassero come i funghi, caro architetto ?) che sempre più hanno prodotto la dilatazione del costruito, senza regole precise e programmate, (chi non ha fatto rispettare le regole, caro architetto, se lo è mai chiesto ?) nella campagna.
Nella cultura urbanistica tale processo viene definito della "città diffusa" ed è contraddistinto dalla progressiva rarefazione del costruito nelle propaggini esterne al tessuto urbano consolidato. E’ un fenomeno che produce porzioni di territori di "frangia", nei quali risultano contraffatti (chi sono i falsari?, ce lo dica architetto) le componenti tipiche del paesaggio rurale senza che vengano definitivamente introdotti i caratteri e i valori dell’identità urbana.
La disciplina del Piano Strutturale del 1998, favorita anche dalla allora vigente legislazione regionale sui suoli agricoli ha prodotto una incerta e casuale espansione dell’edificato, (chi ha approvato all'epoca il Piano Strutturale?, perché non lo dice ?) in particolare lungo la viabilità principale. La vecchia strada Aurelia alle porte della città e la strada di San Bartolo che conduce all’abitato di San Carlo. Siamo dell’avviso che l’obiettivo principale del nuovo Piano Strutturale sia quello di ripristinare regole di trasformazione del territorio (chi le aveva abolite queste regole ?) distinte e separate tra il territorio edificato e quello aperto.
Al modello della "città diffusa" vogliamo sostituire quello della "città compatta" (è un modello che piace assai anche ai palazzinari, vero architetto ?) nella quale la percezione della discontinuità tra l’ambito urbano e quello rurale, sia sotto il profilo fisico che funzionale sia immediata e netta.
(costituita cioè da un muro compatto e benissimo percepibile di edifici.)
Il nuovo Piano Strutturale, riallineato alle scelte del Circondario della val di Cornia, avrà il compito di progettare il tracciato virtuale delle mura di San Vincenzo (rivaleggeranno con quelle di Lucca ?) affinché si arrivi ad una riorganizzazione del territorio secondo la valorizzazione delle diverse identità urbane e rurali. Senza intrusione di componenti diverse fra loro e senza quella confusione di ruoli, generatrice di degrado e disordine morfologico. (Basta con questa confusione di ruoli e con questo disordine morfologico. Ricompattiamo tutto senza pietà !)
Ovviamente, quella del ridisegno delle mura urbane è solo una evocazione progettuale (ci mancherebbe altro) che serve a rendere esplicito il concetto del modello territoriale al quale il nuovo Piano Strutturale dovrà tendere, e insieme a definire le azioni di governo del territorio considerate prioritarie. Innanzitutto quelle volte alla riorganizzazione dei territori di frangia, al recupero dei valori identitari degli stessi o alla introduzione di nuovi valori (e più che altro di nuovi edifici, diciamocelo, caro architetto) mediante la ricompattazione e la riconnessione dei tessuti di margine attraverso una specifica gerarchia formale e funzionale di valori urbani (non era più onesto farsi capire anche dal popolo e dire: attraverso la saturazione degli spazi non edificati ?) e la Riconnotazione (alias ricompattazione con ampliamenti e soprelevazioni ?) di quelle parti di tessuto, spesso di recente formazione, anonime e prive di identità, che si configurano più come appendici che non come parti qualificate di città.
L’obiettivo è quello del raggiungimento, in ogni parte, del tessuto cittadino di una qualità urbana e insediativa in grado di relazionarsi con il resto del contesto, senza che viceversa vi possano essere quartieri identificabile come periferia. (Qualcuno si chiede: come si può relazionare le appendici col tessuto del contesto? E' dura, ma un sistema c'è: compattare dugnibendidio. Vedrai dopo che relazionamento di appendici contestuali !).....

Fra qualche anno, quando finalmente ci saremo tutti ricompattati ben bene, scopriremo che gli 85 euro spesi da ciascun sanvincenzino (compresi anziani e neonati) solo per la progettazione del piano di cui sopra, sono i soldi meglio spesi della nostra vita. Siatene certi, compattamente.

giovedì 22 dicembre 2011

Un vecchio grande sindaco comunista.

Lido Giomi
Un vecchio grande sindaco comunista di San Vincenzo che nel 1970 battezzò il nuovo PRG di San Vincenzo, dove l'area di Rimigliano, oggetto del desiderio di tutti gli speculatori italiani,  veniva,  inaspettatamente, classificata a "parco"; e che nel maggio del 1973, insieme ai sindaci socialcomunisti della Val di Cornia ed ai responsabili del Fondo mondiale della natura (World Wild Life Fund) e di Italia Nostra, istituì ufficialmente  il Parco Naturale di Rimigliano aprendone una prima parte al pubblico.
Per tutti i cittadini toscani orgogliosi della sconfinata bellezza  della loro terra, ebbe così inizio quella grande illusione che, dopo trent'anni, i due ultimi successori del sindaco Giomi, avrebbero voluto spegnere forse per sempre.
Poi l'insipienza tecnico-politica della macchina comunale e il crollo del mercato immobiliare hanno per ora sospeso quel tentativo di delitto con un insperata proroga che tutti speriamo senza fine.

Maggio 1973 - La grande Illusione  (vedi)

martedì 20 dicembre 2011

Chi ha deciso che Rimigliano a mare deve morire.

Con l'urbanizzazione della tenuta e con il conseguente inevitabile,  ormai già deciso, coinvolgimento di Rimigliano a mare, della sua spiaggia libera che diverrà "attrezzata" come d'altronde già previsto (1) dal "Piano Spiaggia", con la realizzazione di ristobar e di innumerevoli immobili e attrezzature di servizio, come d'altronde già previsto dalle risposte del Comune (2) alle osservazioni alla variante al Piano Strutturale, con la distruzione della macchia mediterranea ed il taglio commerciale del bosco, (3) come già iniziato nel 2009 e come preannunziato ancora per l'anno prossimo dal presidente dell'Ente Parchi, ed infine con la militarizzazione della spiaggia decisa per far girare i 774.000 euro stanziati follemente dieci anni fa dalla Regione,  
la massima ricchezza di San Vincenzo sarà irrimediabilmente e per sempre guastata.
L'eredità ricevuta dai nostri padri verrà vanamente dilapidata.
Il futuro del paese: compromesso per sempre.
Per qualche inderogabile interesse pubblico?
NO. PER L'AVIDITA', ma più che altro, PER L'UMANA INSIPIENZA, CECITA' e STUPIDITA' degli amministratori e per la colpevole inerzia e pigro egoismo della maggioranza dei cittadini.
Fra  pochi anni, quando tutto sarà stato inevitabilmente compiuto, ad ogni ingresso di Rimigliano verrà affissa questa lapide
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(1)  PIANO PARTICOLAREGGIATO DELLA SPIAGGIA U.T. 6.1 del PRG Comunale
L'intero litorale di Rimigliano è classificato come Spiaggia libera attrezzata (art.9)
Art. 9 – Spiagge libere attrezzate
Per spiagge libere attrezzate si intendono i tratti di arenile di contenute dimensioni finalizzate al soddisfacimento delle esigenze del turismo balneare e ricreativo.
Le spiagge libere attrezzate sono soggette a Concessione Demaniale Marittima che potrà essere rilasciata secondo quanto disposto dal piano di utilizzazione, solo dalla Amministrazione Comunale.
Piu chiaro di così !!!

(2) VARIANTE AL PIANO STRUTTURALE PER I SOTTOSISTEMI DI RIMIGLIANO
Risposta del Comune all’ Osservazione n. 3 (protocollo 9844 presentata il 24.4.2008 dalla Park Albatros s.a.s.)
Il Comune risponde ed il Consiglio Comunale accoglie e ufficializza:
a) che la possibilità di realizzare infrastrutture viarie "nel parco di Rimigliano a mare" è già prevista in quanto non vietato dalle norme dello Statuto del Territorio e delle invarianti strutturali.
b) che la richiesta di prevedere un punto di ristoro e altri servizi pubblici "nel parco a mare vicino alla spiaggia" è accoglibile "in quanto già prevista in generale per il parco di Rimigliano a mare".
Interpretazione autentica ufficiale. Più chiaro di così !!!

(3) Con determina presidenziale n. 50 dell’8/4/2009 la Parchi Val di Cornia SpA ha affidato alla ditta Solignani il taglio di 25 ettari del “Parco naturale” di Rimigliano a mare per l’importo di 6.600 euro. Lavoro prontamente eseguito nei mesi seguenti, con logica esclusivamente commerciale.
Nell’intervista apparsa sul Tirreno il 2 luglio 2011, il presidente dell’Ente Parchi, Luca Sbrilli (delegato alla “protezione” del parco naturale) ha dichiarato: “abbiamo deciso di procedere al taglio del sottobosco, in modo che i cespugli non possano più essere usati come luogo di incontri». Si provvederà cioè al taglio di tutta la residua macchia mediterranea spontanea, scampata al precedente taglio, in modo che nessuno possa rimpiattarsi fra i cespugli.
Più chiaro e scandalosamente penoso di così !!!
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Lido Giomi
Un vecchio grande sindaco comunista di San Vincenzo che nel 1970 battezzò il nuovo PRG di San Vincenzo, dove l'area di Rimigliano, oggetto del desiderio di tutti gli speculatori italiani,  veniva invece, inaspettatamente, classificata a "parco"; e che nel maggio del 1973, insieme ai sindaci socialcomunisti della Val di Cornia ed ai responsabili del Fondo mondiale della natura (World Wild Life Fund) e di Italia Nostra, istituì ufficialmente  il Parco Naturale di Rimigliano aprendone una prima parte al pubblico.
Per tutti i cittadini toscani orgogliosi della sconfinata bellezza  della loro terra, ebbe così inizio quella grande illusione che, dopo trent'anni, i due ultimi successori "democratici" del sindaco Giomi, hanno voluto spegnere per sempre.
Maggio 1973 - La grande Illusione

domenica 11 dicembre 2011

Perché Tortolini e Bandini hanno tanta paura a dire la verità su Rimigliano?

Ci sono alcuni politici del PD che amano ripetere questo ritornello:
A Rimigliano non si demolisce. Si recupera  ...........
Ma perché queste bugie puerili e questa  tremenda paura di dire la verita?
(e cioè che invece si demolisce. Eccome, se si demolisce ... oltre 7 mila mq di edifici dei nuclei poderali, da ricostruire altrove come villette a schiera)
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In relazione alla mozione su Rimigliano approvata il 6 dicembre scorso dal Consiglio Regionale della Toscana (18 a 17 con i soli voti contrarii del PD), il consigliere regionale Matteo Tortolini che quando si tratta di Rimigliano non riesce mai a trattenere (chissà perché)  un incomprensibile impeto cementifero, ha così commentato:
... Tortolini ha anche sottolineato alcune “inesattezze” nel testo della mozione, come la definizione di “villette” dove invece è previsto il recupero di case poderali.
Notiziario Regione Toscana 6/12/2011.

Due giorni dopo anche l'assessore all'urbanistica di San Vincenzo: Alessandro Massimo Bandini si è sentito in dovere di ripetere lo stesso bizzarro concetto di recupero enunciato da Tortolini:
Replica dell’assessore Bandini: «A Rimigliano si recupera, non si demolisce niente»
... Bandini spiega che il progetto non prevede quelle che si afferma nella mozione del Pdl: Non si demolisce, ma si recupera ...
La Nazione 8.12.2011

Dagli elaborati del Regolamento Urbanistico approvato e pubblicato
DISCIPLINA e ABACO degli IMMOBILI ESISTENTI si ricava quanto segue in merito alle "inesistenti" demolizioni.

nucleo CHIUSACCE - 5 immobili  totale mq 959
Ristrutturazione edificio n.1 totale mq 457
Demolizione e ricostruzione altrove come villette a schiera edifici n. 2, 3, 4, 5 totale mq 502

nucleo UGUCCIONE - 7 immobili totale mq 975
Ristrutturazione edificio n. 9 totale mq 618
Demolizione e ricostruzione altrove come villette a schiera edifici n. 6, 7, 8, 10, 11, 12 totale mq 357

nucleo CASA DELLE GUARDIE - 12 immobili totale mq 2.667
Ristrutturazione edifici n. 13, 14, 15, 16 totale mq 1.770
Demolizione e ricostruzione altrove come villette a schiera edifici n. 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23 totale mq 897

nucleo CONTESSA LEA - 12 immobili totale mq 4.174
Ristrutturazione edifici n. 33, 34, 35 totale mq 889
Demolizione e ricostruzione altrove come villette a schiera edifici n. 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32,  totale mq 3.285

nucleo SVEVA MANFREDI - 5 immobili totale mq 1.345
Ristrutturazione edifici n. 36, 37, 38 totale mq. 750
Demolizione e ricostruzione altrove come villette a schiera edifici n. 39, 40 totale mq. 594

nucleo FOSSA CALDA - 7 immobili totale mq 1.791
Ristrutturazione edifici n. 45, 46, 47 mq 761
Demolizione e ricostruzione altrove come villette a schiera edifici n. 41, 42, 43, 44 totale mq 1.029

nucleo WALFREDO - 10 immobili  totale mq 1.307
Ristrutturazione edifici n. 52, 53 totale mq 584
Demolizione e ricostruzione altrove come villette a schiera edifici n. 48, 49, 50, 54, 55, 56, 57, 58 totale mq 723

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Totale edifici dei sette nuclei poderali mq 13.218
Totale superfici ristrutturate mq 5.829
Totale superfici demolite e ricostruite altrove come villette a schiera. mq 7.389
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Cari signori di cui sopra, scusate, ma fra "solo recupero" o "nessuna demolizione" e "mq. 7.389 di superfici demolite", mi pare che ci sia una qualche differenza. Che ne dite?
Le parole, per voi, hanno ancora un significato?
Ma forse si tratta solo di un nuovo modo originale di adempiere al dovere di "comunicazione".
la silenziosa Garante della comunicazione, che ne dice?
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Di seguito qualche esempio degli edifici sopra elencati in colore rosso, da demolire secondo il Regolamento Urbanistico, perchè ritenuti poco commerciali se ristrutturati.
Da demolire, nonostante l'osservazione sul tema della Regione Toscana e nonostante l'indubitabile valore storico-testimoniale di questi edifici.
Ecco forse l'imbarazzo a pronunziare la parola "demolizione" e l'ostinazione puerile a tentare di negare la realtà.

Edificio 54

Edificio 54

 
Edificio 49

Edificio 44

edificio 40

edificio 39

Edificio 32


Edificio 23
 
Edificio 22


Edificio 18
 Certo che ai cittadini sarebbe piaciuto esprimere osservazioni su tutte le innumerevoli novità spuntate nel Regolamento Urbanistico, fra l' adozione e l'approvazione,
* come appunto tutte queste demolizioni di edifici testimoniali,
* come l'incredibile abaco degli edifici esistenti, mai prima mostrato ed ora finalmente visibile, solo perché estorto con la forza al Comune,
* come tutte le megavarianti apportate alle tavole ed alle norme di attuazione per rappezzare i buchi più vistosi; varianti così importanti che non uno delle centinaia di numeri del piano adottato è  rimasto uguale in quello approvato.

Ci sarebbe piaciuto e sarebbe stato necessario ed obbligatorio, anche per garantire un minimo di partecipazione. Ma così non è stato perché il Comune non ha voluto riadottare il Regolamento e l'ha invece approvato definitivamente, sebbene profondamente variato ed ormai del tutto nuovo e diverso rispetto al Regolamento adottato nel 2010 ed in completo e clamoroso contrasto con la variante al Piano Strutturale del 2008.

Il Comune sa bene che la procedura adottata è del tutto illegittima, ma conta sul fatto che i ricorsi al Tar e l'obbligatorio appello al Consiglio di Stato costano molto e che difficilmente sono alla portata dei cittadini.

Purtroppo così va il Mondo.

sabato 3 dicembre 2011

Rimigliano - La salvezza affidata alle pompe e ad un canale aereo - Ma è uno scherzo ?

Potendo finalmente (solo da ieri) cominciare a guardare tutti i documenti del Regolamento Urbanistico si scoprono particolari inediti che mai prima eravamo stati capaci di apprezzare.
Dallo Studio idrologico idraulico (qui) della INGECO di Pisa (ingg. Lenza e Dal Canto) allegato al RU, emerge quanto segue (citazioni letterali !):
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1)  i corsi d’acqua (della tenuta di Rimigliano) non sono globalmente in grado di far defluire le portate di piena anche per bassi tempi di ritorni.
2) La Fossa Calda presenta incapacità di deflusso nel tratto a monte della congiunzione con il Rio Santa Barbara
3) Il Canale di Rimigliano Centrale è totalmente incapace di far defluire le portate di piena a causa della limitata capacità di sollevamento dell’impianto idrovoro e alle pendenze di fondo praticamente assenti
4) Il Canale di Rimigliano Orientale è anch’esso interessato da importanti esondazioni, specialmente nel tratto dall’immissione con la Fossa Calda alla linea ferroviaria
5) La zona in prossimità della foce risulta il punto nevralgico per l’efficienza di deflusso della rete, gli elevati livelli del mare raggiunti durante le mareggiante infatti impediscono il corretto smaltimento delle acque e i livelli liquidi nei canali sono notevolemente rigurgitati. Tale effetto si avverte non soltanto nel più depresso Canale di Rimigliano Centrale, ma anche nel Canale di Rimigliano Orientale.
6) Potenziare la stazione di sollevamento “La Torraccia” sul Canale di Rimigliano Centrale non porterebbe a nessun vantaggio concreto
7) La proposta che viene fatta è di realizzare una nuova stazione di sollevamento che serva sia il Canale di Rimigliano Centrale che il Canale di Rimigliano Orientale, ma che possa recapitare direttamente in mare attraverso una condotta forzata o un canale sopraelevato
8) Per il Canale di Rimigliano Centrale la nuova stazione di sollevamento dovrà funzionare senza interruzione in quanto lo smaltimento delle sue portate può avvenire solamente per scolo meccanico.
9) La condotta forzata o il canale sopraelevato bypasserà tutto il sistema della foce per scaricare direttamente in mare dopo aver attraversato Viale della Principessa.
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Sinceramente non s'era capito affatto che tutto il sistema di smaltimento delle acque e di sicurezza in caso di alluvione, doveva essere affidato ad una nuova grande stazione di pompaggio.
E che poi ci sarà un canale soprelevato che passerà sopra la Principessa (si spera almeno a 4 metri di altezza se no ci battono i camion) e che poi proseguirà attraversando la spiaggia (sempre soprelevato) per finire con un bello scroscio dall'alto, in mare.
Lo scroscio sarà continuo, perché la stazione di pompaggio dovrà funzionare senza interruzione. Ci si potrà fare dei bei doccioni gratis.
Che attrazione!  Ci verranno a vederla da tutta Europa.
Certo che quando ci sarà qualche fenomeno alluvionale, bisognerà fare gli scongiuri che non vada via la luce o che non si rompa qualche pompa.
In pratica sarà come stare in un garage interrato che, se si guastano le pompe, finisce sott'acqua. Io non ci terrei nemmeno la macchina, figuriamoci la casa!
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Ma tutte queste cose quando le avevano dette ? Si vede proprio che ci s'era tutti distratti.
La comunicazione e partecipazione ....... Mah?
 

Estratto dello Studio allegato al RU (scaricabile QUI)
Studio idrologico-idraulico di supporto alla variante del RU del Comune di San Vincenzo
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Si omette di riportate i profili e le sezioni Hec-Ras per il Canale di Rimigliano Centrale in quanto i risultati sono privi di utilità data la sua totale incapacità a far defluire le portate di piena. Incapacità che deriva dall’assenza di pendenze di fondo e dalla inadeguatezza della stazione di sollevamento.
Si omette inoltre di riportare, per l’intero sistema idrografico, i risultati per i tempi di ritorno di 200 e 500 anni, in quanto tutto il sistema è fortemente inadeguato a far defluire portate con queste probabilità di accadimento. I risultati in Hec-Ras divengono quindi privi di qualsiasi significato, non tenendo oltre tutto conto della naturale riduzione delle portate causata dalle esondazioni.
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Modello Flo-2D
Data la natura regolare e uniforme del territorio in cui persiste questo sistema idrografico si è scelto di definire un dominio di calcolo con dimensione della cella pari a 30 m. Come coefficiente di Manning nel floodplain è stato assunto il valore uniforme di 0.1 s m-1/3. Come elementi singolari presenti nel dominio è stato inserito il rilevato stradale della linea ferroviaria e alcuni edifici sparsi.
Sono state definite le geometrie dei canali e le strutture idrauliche presenti; in testa ad ogni corso d’acqua sono stati inseriti gli idrogrammi di piena individuati nell’analisi idrologica.
Le mappe di esondazione prodotte per i vari tempi di ritorno sono riportate nelle tavole allegate, da queste possiamo dedurre che i corsi d’acqua non sono globalmente in grado di far defluire le portate di piena anche per bassi tempi di ritorni. Nonostante questo scenario di crisi, va detto che eccetto la Fossa Calda tale sistema idrografico è una rete di bonifica per cui non si ammette generalmente che sia verificata per eventi con tempi di ritorno molto elevati. Le esondazioni accertate inoltre non interessano aree fortemente urbanizzate dove
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possono provocare ingenti danni e date le modeste pendenze del territorio le velocità di deflusso sono limitate.
La Fossa Calda presenta incapacità di deflusso nel tratto a monte della congiunzione con il Rio Santa Barbara (Bacino Fossa Calda 1), le acque di esondazione, in destra e in sinistra idrografica, corrono in direzione ovest lungo le linee di massima pendenza. Il tratto dalla confluenza con il Canale di Rimigliano Orientale all’immissione del Rio Santa Barbara risulta capace di far transitare le portate di piena grazie all’effetto di laminazione delle portate dovuto alle esondazioni che si verificano a monte.
Il Canale di Rimigliano Centrale è totalmente incapace di far defluire le portate di piena a causa della limitata capacità di sollevamento dell’impianto idrovoro e alle pendenze di fondo praticamente assenti. Al Rimigliano Centrale, trovandosi nella zona più depressa del territorio, giungono inoltre le acque di esondazione del Canale di Rimigliano Orientale. Il Canale di Rimigliano Orientale è anch’esso interessato da importanti esondazioni, specialmente nel tratto dall’immissione con la Fossa Calda alla linea ferroviaria. Nel tratto a monte della linea ferroviaria dato il più ridotto valore della portata e grazie alla presenza di pendenze più elevate il corso d’acqua risulta verificato per il tempo di ritorno trentennale. Il tratto a valle dell’immissione con la Fossa Calda il Canale di Rimigliano Orientale risulta più efficiente al deflusso delle portate di piena, ma è dovuto solo alla forte riduzione delle portate causate dall’esondazione dei tratti di monte.
Va ricordato che il Canale di Rimigliano Orientale nel tratto all’estremità di monte, funziona di fatto per tempi di ritorno 200 e 500 anni da “scolmatore” del Botro ai Marmi nonostante sia stato disconnesso idraulicamente da molti anni. Le esondazioni del Botro ai Marmi infatti si riversano nel canale di bonifica di fianco, come ravvisato nella modellazione con Flo2d del Botro ai Marmi avvenuta nello studio idrologico idraulico a supporto del piano strutturale.
Gli idrogrammi esondati dal Botro ai Marmi che si riversano nell’alveo del Canale di Rimigliano Orientale sono inseriti correttamente nella sezione di estremità nel modello Flo-2d.
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8. PROPOSTE D’INTERVENTO
Le proposte di intervento per ridurre le criticità riscontrate sono:
1) Potenziamento del reticolo minore nella zona del Podere Fossa Calda, Podere di Rimigliano e Podere
Sveva Manfredi per allontanare dalle zone edificate e/o di futura edificazione le acque di esondazione.
2) Potenziamento del sistema terminale della foce, attraverso la realizzazione di un nuovo impianto idrovoro.
La zona in prossimità della foce risulta il punto nevralgico per l’efficienza di deflusso della rete, gli elevati livelli del mare raggiunti durante le mareggiante infatti impediscono il corretto smaltimento delle acque e i livelli liquidi nei canali sono notevolemente rigurgitati. Tale effetto si avverte non soltanto nel più depresso Canale di Rimigliano Centrale, ma anche nel Canale di Rimigliano Orientale.
Potenziare la stazione di sollevamento “La Torraccia” sul Canale di Rimigliano Centrale non porterebbe a
nessun vantaggio concreto, in quanto le acque sollevate indirizzate nel Rimigliano Orientale non sono smaltite efficacemente verso il mare rendendo nullo l’effetto benefico del sollevamento. Comportamento che viene ravvisato dalle elaborazioni eseguite, ma anche dalle osservazioni delle persone che abitano nei pressi della foce raccolte durante i sopralluoghi e rilievi effettuati.
La proposta che viene fatta è di realizzare una nuova stazione di sollevamento che serva sia il Canale di Rimigliano Centrale che il Canale di Rimigliano Orientale, ma che possa recapitare direttamente in mare attraverso una condotta forzata o un canale sopraelevato. Tale sistema potrebbe funzionare a scolo intermittente per il Canale di Rimigliano Orientale, ovvero solo nei casi in cui il mare impedisce il deflusso e il livello delle acque si porta ad un valore di soglia. Per il Canale di Rimigliano Centrale invece dovrà funzionare senza interruzione in quanto lo smaltimento delle sue portate può avvenire solamente per scolo meccanico.
Come rappresentato nella figura seguente il sistema di sollevamento potrebbe essere ubicato in corrispondenza o nelle vicinanze dell’attuale impianto idrovoro. Il collegamento tra il Canale di Rimigliano
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Orientale e l’impianto può avvenire tramite la costruzione di un piccolo tratto di canale alimentato da una soglia sfiorante posta alla quota di soglia come sopra detto.
La condotta forzata o il canale sopraelevato bypasserà tutto il sistema della foce per scaricare direttamente in mare dopo aver attraversato Viale della Principessa.
Figura 13 - Ubicazione intervento proposto
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Figura 14 - Particolare dell’intervento proposto
Tale sistema correttamente dimensionato produce notevoli benefici per il tratto di corso d’acqua a valle della stazione di sollevamento, ma comporta vantaggi a tutta la rete a monte in quanto sarà meno condizionata dai livelli del mare e quindi più libera di defluire. Ulteriori vantaggi si avranno anche per il Canale Allacciante che durante il funzionamento dell’impianto idrovoro, smaltirà più agevolmente i deflussi in mare trovando una foce meno impegnata dal punto di vista idraulico.
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Il Comune stanzia € 53.465,73 per la caccia agli scambisti

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il presidente anti-scambisti Luca Sbrilli

Premesso:
- che nel territorio del Comune di San Vincenzo la Società Parchi Val di Cornia gestisce unicamente il Parco Costiero di Rimigliano.
- che l'attività della Società Parchi, gestita dal condottiero Luca Sbrilli (compenso 2008:  € 26.944*) è consistita nei seguenti atti:
2009
Vendita per taglio del bosco e della macchia mediterranea della porzione nord del Parco, con distruzione della macchia mediterrranea naturale e dell'habitat faunistico di circa 25 ettari di Parco. (Qui)
2010
Fortunatamente si sono riposati.


Il manifesto ufficiale della campagna anti scambisti-incespugliati
2011
Inaugurazione di una inedita, ridicola,  ma imponente campagna di caccia agli scambisti, con accuratissime ricerche all'interno dei siti internet dedicati a tale attività, apposizione di catena per impedire il parcheggio agli stessi scambisti, ma anche ai disabili.
Minaccia di distruzione della macchia mediterranea, con desertificazione del parco naturale circostante al Podere Tuscania, per impedire l'incespugliamento degli scambisti.
Ulteriore spreco di risorse per installazione di sbarra elettrica con telecomandi, microfoni, sensori e quant'altro, in teoria apribile a richiesta, ma in pratica seminaccessibile ed ora, non più presidiata, e quindi del tutto insuperabile per gli utenti disabili del parco.
(vedi QUI, QUI e QUI)
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Nonostante queste sciagurate performance, il Comune di San Vincenzo non si fa scrupolo di versare a questa Società che tanto ha dato alla nostra terra, per il solo anno 2011, la bella somma di 53.465,73 euro.
Ci chiediamo davvero quale sia la positiva ricaduta sulla cittadinanza di un tale ingente esborso, destinato quasi esclusivamente a finanziare la caccia agli scambisti e la distruzione del sottobosco naturale del parco. 
Sarebbe molto meglio chiedere, anzi pretendere, che la Società, vista la sua palese incapacità,  restituisca immediatamente la gestione di Rimigliano, anche a costo di dover pagare un riscatto finale una tantum. 
Continuare a pagare queste cifre per un servizio così scadente, ridicolo e controproducente, è un vero SCANDALO.
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* Purtroppo l'operazione "trasparenza" del Comune di san Vincenzo, prevista anche da norma di legge, è INSPIEGABILMENTE (?) incagliata e per quanto riguarda gli "incarichi e consulenze esterne" siamo fermi addirittura al 2009  (ma di che avranno paura?) e per quanto riguarda i dati relativi ai "compensi degli amministratori delle società partecipate" non viene nemmeno più specificato l'anno di riferimento.
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COMUNE DI SAN VINCENZO
(Provincia di Livorno)
Determinazione n° 731
In data 18/11/2011
Oggetto: CONTRIBUTO ALLA SOCIETA' PARCHI VAL DI CORNIA 2° TRANCE ANNO 2011.
Copia della presente è trasmessa al responsabile dell'ufficio per competenza:
Responsabile del procedimento: ROSSANO BUSSOTTI
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IL DIRIGENTE AREA SERVIZI PER IL TERRITORIO
Vista la delibera di G.C. n. 67 del 11/04/2011 con la quale è stato approvato il Piano esecutivo di gestione contabile per l'anno 2011;
Vista la Delibera di G.C. n. 92 del 19.05.2004, esecutiva, con la quale è stato approvato il contratto di servizio da stipulare con la società Parchi Val di Cornia s.p.a. per la gestione unitaria di beni immobili, attrezzature ed arredi situati nel territorio di ciascuno dei Comuni della Val di Cornia ed adibiti a parchi naturali o archeologici;
Visto il contratto di servizio stipulato in data 24.01.2004 repertorio n. 2439 rogito Dr. Salvatore De Priamo, ed in particolare l’articolo 6 in base al quale alla società Parchi Val di Cornia spettano i corrispettivi derivanti dall’applicazione delle tariffe, dei contratti di gestione e di ogni altro analogo corrispettivo derivante i beni oggetto di convenzione, a fronte del fabbisogno di esercizio, ed oltre ai corrispettivi sopra richiamati spettano alla società Parchi Val di Cornia anche i contributi che le amministrazioni erogano in relazione al piano operativo di gestione della società sopra citata;
Richiamato il conto economico della Società Parchi della Val di Cornia, dove sono stabiliti i contributi che i Comuni dovranno erogare alla Società Parchi Val di Cornia per la gestione del piano operativo, che prevede per il Comune di San Vincenzo la somma di € 53.465,73 per l’anno 2011;
Vista la precedente determinazione dirigenziale n° 555 del 24/08/2011 con la quale sono stati stanziati € 40.000,00 finanziati tra l’altro con i proventi degli oneri di urbanizzazione inerenti la prima trance per il pagamento del contratto di servizio in essere con la Società Parchi Val di Cornia;
Visto che il contributo annuale da erogare è pari ad € 53.465,73, e che sono stati impegnati € 40.000,00 si rende necessario impegnare la rimanenza come 2° trance di € 13.500,00 compreso di imprevisti;
Visto l’art. 107 del D. Lg.vo 267/2000;
DETERMINA
di impegnare la 2° trance pari ad € 13.500,00 quale corrispettivo per i servizi prestati dalla società Parchi Val di Cornia ai sensi di quanto citato in premessa, sul Cap. 23260/2 con voce “Contratto di servizio Parchi Val di Cornia S.p.a." del PEG 2011;
di liquidare le somme previste con le modalità previste dall’art. 6 del contratto di servizio con la società Parchi Val di Cornia;
di dare atto che tale contributo è soggetto alla ritenuta Irpef del 4%;
di liquidare la spesa suddetta ai sensi e con le modalità del vigente Regolamento di Contabilità;
di inviare copia del presente atto, all’Ufficio Ragioneria ed all’Ufficio Gestione Servizi, per quanto di competenza.
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IL DIRIGENTE
(Andrea Filippi)